Attacco russo su Kramatorsk, 2 feriti e 16 palazzi danneggiati: sfondata la prima linea difensiva di Sloviansk
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Esteri
-
Nella notte, le forze russe hanno sferrato un nuovo attacco contro la città di Kramatorsk, nella regione di Donetsk, sganciando sette bombe aeree guidate su un'area residenziale. Lo riferiscono i servizi di emergenza ucraini, secondo i quali il bilancio provvisorio è di due feriti e sedici palazzi danneggiati.
L'attacco notturno si inserisce in un contesto di crescente pressione militare russa lungo l'intero fronte orientale, con il capo di Stato maggiore russo, Valery Gerasimov, che ha rivendicato il superamento della prima linea difensiva del complesso fortificato di Sloviansk-Kramatorsk in alcune aree.
L'avanzata russa e la crisi della cintura difensiva
L'avanzata delle truppe russe oltre la prima linea difensiva nell'area di Sloviansk e Kramatorsk segna una fase critica per la tenuta del settore orientale dell'esercito ucraino. L'agglomerato urbano situato nella porzione occidentale della regione di Donetsk, esteso per circa 5mila chilometri quadrati all'interno del bacino del Donbass, costituisce da oltre un decennio il pilastro della cosiddetta cintura di fortezze edificata da Kiev.
Secondo Gerasimov, che ha visitato un centro di comando vicino al fronte, i soldati russi sono arrivati a circa quattro chilometri dalla periferia orientale di Sloviansk mentre, a est di Kramatorsk, stanno combattendo sul territorio dell'aeroporto a tre chilometri dalla periferia della città. Le truppe russe stanno avanzando su un fronte di 160 chilometri per prendere il controllo dell'intera regione di Donetsk.
L'analisi di Meduza e lo scenario negoziale
Dmitry Kuznets, analista militare e redattore della testata russa in esilio Meduza, ritiene che una nuova finestra per i negoziati potrebbe aprirsi con l'esito della battaglia per il Donbass, che si avvicina alla fase decisiva. In una recente analisi, Kuznets ha delineato uno scenario in cui la battaglia per il Donetsk si avvia verso un momento cruciale, dopo il quale potrebbero concretizzarsi le condizioni per un tavolo di trattativa.
Il capo di gabinetto della presidenza ucraina, Kirilo Budanov, ha dichiarato che le discussioni di pace tra Ucraina e Russia potrebbero riprendere a settembre con la partecipazione degli Stati Uniti. Budanov ha espresso la speranza che la prossima riunione possa portare i negoziatori ucraini e russi allo stesso tavolo, considerando la presenza americana indispensabile. L'ultima tornata di colloqui trilaterali si è tenuta a febbraio, dopodiché le parti hanno condotto discussioni separate con la squadra americana.
Il valore strategico e simbolico di Sloviansk
La stabilità dell'intera architettura difensiva ucraina ruota attorno alla continuità operativa garantita da Pokrovsk, città-fortezza che funge da fondamentale crocevia ferroviario e stradale per l'invio di munizioni, artiglieria e truppe di riserva verso la linea più interna del fronte, di cui fanno parte anche Kostiantynivka e Druzhkivka. Un eventuale accerchiamento o la caduta di Pokrovsk costringerebbe il comando ucraino a deviare le rotte di rifornimento lungo direttrici molto più lunghe e facilmente attaccabili dall'aviazione russa.
Solo nel mese di gennaio 2026, le forze armate di Mosca hanno occupato circa 150 miglia quadrate di territorio, concentrando i propri sforzi proprio lungo l'asse che congiunge queste città.
L'intransigenza del Cremlino nel pretendere il controllo totale della zona riposa su motivazioni tanto materiali quanto simboliche: proprio a Sloviansk, il 12 aprile 2014, un gruppo di miliziani guidati dall'ex ufficiale dell'Fsb Igor Girkin occupò gli edifici pubblici dando il via al conflitto armato nel Donbass, dettaglio che rende la conquista della città un passaggio quasi mitologico per la propaganda russa.
Sul piano pratico, inoltre, nei pressi di Sloviansk si trovano le chiuse del canale Siverskyi Donets-Donbass, un'infrastruttura di epoca sovietica lunga 133 chilometri che garantisce l'acqua potabile all'intera area occupata fino a Donetsk e Yasynuvata. Per l'Ucraina, invece, questo comprensorio industriale caratterizzato da complessi sotterranei paragonabili all'acciaieria Azovstal di Mariupol costituisce l'ultimo scudo multilivello prima delle pianure occidentali.
La caduta di Siversk, registrata nel dicembre 2025, aveva già indebolito le protezioni esterne e la recente penetrazione delle truppe russe nella prima linea rischia ora di innescare un pericoloso effetto domino sull'intero dispositivo militare del fronte orientale.
Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.
