Crans-Montana, bloccata la discesa libera dopo una serie di cadute pericolose
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Redazione Sport
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La sesta discesa libera di Coppa del Mondo femminile a Crans-Montana è stata interrotta, e poi definitivamente annullata, dopo appena un'ora di competizione e soltanto sei atlete scese, a causa di condizioni ritenute eccessivamente rischiose. La decisione del direttore di gara Peter Gerdol è giunta a seguito di un concitato susseguirsi di incidenti, che hanno coinvolto tre sciatrici nel giro di poche partenze. Tra di esse, la norvegese Marte Monsen, la cui caduta nei pressi del traguardo l'ha lasciata con un evidente infortunio al volto, e l'austriaca Nina Ortlieb, la cui sorte è stata simile in un punto critico del tracciato.
La caduta di Vonn e le polemiche tra le atlete
L'episodio che ha precipitatol'evolversi degli eventi, però, è stato il rovinoso crash della leader di disciplina Lindsey Vonn, la quale, nonostante si sia rialzata autonomamente, ha immediatamente mostrato segni di sofferenza al ginocchio sinistro, tanto da necessitare di accertamenti medici. La cancellazione della prova, che non verrà recuperata sostituendo il super-g in programma sabato, ha diviso il parere delle atlete. Mentre alcune, come Federica Brignone, avevano espresso parere positivo sulla neve dopo la ricognizione, altre – tra cui Sofia Goggia e la compagna di squadra Jessica Pirovano – avevano manifestato perplessità ben prima che la gara avesse inizio, giudicando implicitamente fondati i timori.
Il retroscena di Tomba e la gestione contestata della gara
Un retroscena significativo, svelato in diretta dal commentatore Paolo De Chiesa, ha aggiunto un ulteriore tassello al quadro delle polemiche. L'ex campione Alberto Tomba, preoccupato per l'incolumità delle atlete a un mese da un grave incendio che ha colpito la zona e a una settimana dall'appuntamento olimpico, avrebbe contattato il direttore tecnico della squadra femminile italiana per sconsigliare caldamente la partecipazione alla discesa. Una preoccupazione che, a giudicare dalle dinamiche in pista, non era affatto infondata, tanto che anche la campionessa olimpica in carica Corinne Suter aveva optato per una discesa estremamente cauta, quasi "con il freno a mano tirato", come riportato dalla cronaca.
Le condizioni impossibili e una decisione tardiva
La giuria, stando alle ricostruzioni, non avrebbe inizialmente percepito la reale pericolosità della situazione, venendo meno, secondo alcuni, al principio di massima cautela. Le dichiarazioni di Gerdol, il quale ha riferito che gli stessi apripista avevano segnalato difficoltà di visibilità, confermano un contesto operativo al limite dell'impraticabilità. La scelta di fermare tutto, sebbene arrivata dopo che tre atlete di altissimo livello avevano già pagato un prezzo fisico, è stata dunque l'unica possibile, ponendo però interrogativi sulla gestione della fase precedente e sulle valutazioni che hanno portato all'effettivo via nonostante i palesi segnali di allarme.




