I russi avanzano nel Kursk, Kiev valuta il ritiro
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Redazione Esteri
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Nella regione di Kursk, teatro di aspri scontri negli ultimi mesi, le truppe russe hanno intensificato la loro offensiva, riconquistando 12 villaggi e oltre 100 chilometri quadrati di territorio. Secondo un comunicato del ministero della Difesa russo, diffuso su Telegram, le unità del gruppo di forze del Nord hanno preso il controllo di località come Agronom, Bogdanovka, Bondarevka e altre, portando a termine un’operazione che ha ridisegnato le linee del fronte. Questa avanzata, che segue una serie di attacchi mirati, ha generato scompiglio tra le fila ucraine, già in difficoltà dopo l’interruzione delle forniture militari e della condivisione di intelligence da parte degli Stati Uniti, decisa da Donald Trump la scorsa settimana.
La situazione, già critica, è ulteriormente peggiorata per Kiev, che ora valuta la possibilità di un ritiro strategico dalla regione di Kursk, parzialmente occupata lo scorso agosto grazie a una manovra a sorpresa delle truppe ucraine. Fonti interne riferiscono che circa 10mila soldati rischiano di rimanere accerchiati, dopo che le forze russe hanno sfondato le principali linee di difesa e interrotto le catene di approvvigionamento. L’interruzione del supporto logistico e informativo da parte degli Stati Uniti, che per mesi ha rappresentato un pilastro fondamentale per le operazioni ucraine, sta favorendo l’avanzata di Mosca, che in sei mesi ha recuperato circa 900 chilometri quadrati su un totale di 1200 nella regione.
Nel Donetsk, intanto, i combattimenti continuano senza sosta, con attacchi duri e ripetuti che stanno logorando entrambi gli schieramenti. La preoccupazione tra i vertici ucraini è palpabile, non solo per la perdita di territorio, ma anche per il rischio di un ulteriore indebolimento delle difese in un momento in cui le risorse militari e strategiche sembrano sempre più limitate.
La riconquista russa dei villaggi nella regione di Kursk, se confermata, rappresenterebbe un colpo significativo per Kiev, costretta a ripensare la propria strategia in un contesto sempre più complesso. Le operazioni militari, che hanno visto un’alternanza di avanzate e ritirate da entrambe le parti, continuano a segnare il corso di un conflitto che, nonostante i tentativi di mediazione internazionale, non accenna a placarsi.




