Francesca Albanese torna a Montecitorio tra le polemiche: Auriemma (M5S) attacca i paragoni con i neofascisti
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Redazione Interno
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La conferenza dedicata al rapporto sulla Striscia di Gaza, che vedrà oggi alla Camera dei deputati la presenza della relatrice speciale Onu Francesca Albanese, ha acceso un aspro dibattito politico prima ancora del suo inizio. L'iniziativa, organizzata dalla parlamentare del Movimento 5 Stelle Stefania Ascari e che coinvolge anche altri esponenti della sinistra, è stata definita "semplicemente indecente" nelle sue premesse dalla vicecapogruppo pentastellata Carmela Auriemma, la quale ha duramente contestato chi, nei giorni scorsi, ha voluto equiparare la presenza dell'esperta internazionale a quella di formazioni di estrema destra come Casapound e Fronte Skinhead, eventi questi ultimi che in passato hanno anch'essi fatto discutere l'opinione pubblica.
Ad alimentare le tensioni, si sono aggiunte le parole del deputato di Fratelli d'Italia Kelany, secondo cui l'ospite scelto dal M5S risulterebbe "incompatibile con i valori del Parlamento", accusando inoltre le opposizioni di "ambiguità e doppia morale". Un attacco che si inserisce in un clima già teso, dopo i recenti disordini avvenuti sempre a Montecitorio, durante i quali – come è noto – l'esecuzione di alcuni canti simbolo della Resistenza aveva portato a momenti di confusione e alla chiusura temporanea del Palazzo ai visitatori, una misura senza precedenti nella sua storia recente.
Il dibattito parlamentare si intreccia con il percorso pubblico di Francesca Albanese, il cui operato, come spesso accade per le figure internazionali coinvolte in questioni di alta controversia politica, non manca di sollevare reazioni contrastanti. La sua analisi, che sarà al centro dell'incontro dal titolo "Genocidio di Gaza: un crimine collettivo", ha trovato spazio anche in altri ambienti considerati vicini a certa area della sinistra, come lo "Spin Time", un immobile romano occupato che le autorità prefettizie hanno indicato tra quelli da sgomberare in via prioritaria, ma che per alcune associazioni rimane un punto di riferimento culturale e di dibattito.




