Sparatoria a Udine, il sindaco in visita a San Rocco dopo la faida
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Redazione Interno
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Le forze dell'ordine, i cui primi sopralluoghi sono stati tempestivi, stanno ora ricostruendo la dinamica di quanto accaduto in via della Roggia, un episodio di violenza che ha portato al ferimento di quattro persone, due delle quali in condizioni particolarmente gravi. L'episodio, che ha scosso l'intera città, sembra trovare le sue radici in una disputa interna a due gruppi familiari di etnia sinta, gli Hudorovic e i Levacovich, tra i quali, stando a quanto emerso dalle indagini, non venne rispettato un preciso codice comportamentale relativo a un periodo di lutto. La celebrazione di un nuovo matrimonio prima del termine prescritto avrebbe infatti innescato la ruggine, degenerata poi nello scontro a fuoco di ieri sera.
Le reazioni politiche e la richiesta di un tavolo permanente
Il sindaco di Udine, Alberto Felice De Toni, ha voluto recarsi personalmente stamattina nel quartiere di San Rocco, un gesto che, se da un lato intendeva rassicurare la popolazione, dall'altro non ha però convinto completamente la minoranza in consiglio comunale. A esprimere la propria insoddisfazione è stato il capogruppo di Fratelli d'Italia, Luca Onorio Vidoni, il quale ha dichiarato che “troppe zone della città si sono trasformate in Far West urbano”. Vidoni, criticando apertamente l'operato dell'amministrazione, ha quindi avanzato una richiesta precisa: istituire un tavolo di confronto permanente con Prefettura e Questura, al quale ritiene indispensabile la partecipazione anche delle forze di opposizione, al fine di trovare soluzioni condivise al problema della sicurezza.
La testimonianza involontaria e il suono degli spari
Una testimonianza del tutto casuale, e per questo ancor più significativa, è emorsa dalle indagini. Una residente di un palazzina Ater, infatti, stava utilizzando il proprio smartphone per documentare le condizioni di degrado presenti sulle scale condominiali, un problema che affligge molti di coloro che vivono in quell'area. Premendo il tasto di registrazione, la donna si è ritrovata inconsapevolmente a catturare l'audio preciso della sparatoria. Ascoltando il filmato, si possono distinguere con chiarezza almeno otto colpi d'arma da fuoco, un crepitio sinistro che, intorno alle 18:30, si è sovrapposto al suono ordinario e rassicurante dei rintocchi delle campane della vicina Chiesa di San Rocco.
Le indagini e il fermo di un parente
Le attività investigative, che proseguono senza sosta, hanno già portato a un primo fermo. Gli agenti hanno trattenuto il cognato di uno degli uomini rimasti feriti durante la sparatoria, un elemento che conferma come la vicenda si inserisca in un contesto di faida familiare dai contorni ben definiti. La violazione di quel codice non scritto, che nella cultura rom regola con severità i comportamenti durante il lutto, ha rappresentato la miccia che ha fatto esplodere un conflitto latente, trasformando una strada cittadina in un teatro di violenza.




