Milan, il rientro a Milanello di Maignan e Rabiot slitta dopo Ferragosto: la decisione che fa infuriare i tifosi

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La lunga estate del Milan, che già si preannunciava densa di novità e di lavoro per il nuovo corso targato Ruben Amorim, si arricchisce di un nuovo, inaspettato capitolo. Mentre la squadra sta per riprendere gli allenamenti a Milanello, due dei suoi giocatori più rappresentativi non ci saranno. Mike Maignan e Adrien Rabiot, infatti, hanno ottenuto dalla società il permesso di prolungare le proprie vacanze, posticipando il rientro in Italia a domenica 16 agosto.

Una decisione che, se da un lato appare legittima per i due francesi reduci dagli impegni del Mondiale, dall'altro ha scatenato la reazione furiosa dei tifosi rossoneri, che vedono in questa scelta una mancanza di rispetto verso il nuovo progetto e la maglia che indossano.

Un rientro a singhiozzo, tra calendario e polemiche

I due calciatori, che avevano preso parte alla fase finale del torneo mondiale in estate, erano inizialmente attesi a Milanello nella giornata di mercoledì 12 agosto, per la ripresa degli allenamenti dopo la tournée estiva in Asia e Oceania. Invece, il loro ritorno è stato rimandato, facendo slittare il primo contatto con il nuovo allenatore a una data successiva rispetto a quella programmata.

I due atleti varcheranno i cancelli del centro sportivo rossonero soltanto dopo Ferragosto, il giorno successivo all'ultima amichevole pre-campionato che il Diavolo giocherà a Breslavia contro il Manchester United. Una scelta, quella di concedere quattro giorni di ferie supplementari, che è stata avallata dal club e che, di fatto, li renderà gli ultimi calciatori dei principali campionati europei a rientrare dopo l'impegno mondiale.

La differenza con altri colleghi è evidente: per fare un esempio, Kylian Mbappé al Real Madrid, Marcus Thuram e Lautaro Martinez all'Inter sono già al lavoro da giorni con i rispettivi allenatori.

La rabbia della tifoseria: "Mancanza di rispetto"

La decisione dei due francesi ha immediatamente alimentato un vespaio di polemiche tra i sostenitori del Milan, che non hanno nascosto il loro disappunto. A finire maggiormente nel mirino della contestazione è Mike Maignan, soprattutto in virtù del ruolo di capitano che gli è stato affidato. La fascia, per molti tifosi, rappresenta un simbolo che impone un certo tipo di comportamento e di esemplarità, soprattutto in un momento di transizione come quello attuale.

Non è passato inosservato il paragone con l'assenza del portiere ai funerali di Franco Baresi, un episodio che aveva già minato il rapporto con una parte del tifo organizzato. I social sono stati il luogo principale dello sfogo: "Essere Capitano significa esserci soprattutto quando bisogna ripartire", si legge in uno dei commenti più virali, mentre in molti chiedono di affidare i gradi a Luka Modric, un nuovo arrivo in rosa con un carisma e una storia che parlano da soli.

La sensazione che sta serpeggiando tra i tifosi è che due leader della squadra, in un'estate in cui si sarebbe dovuta ricostruire un'identità, abbiano scelto di prendere le distanze invece di gettare il cuore oltre l'ostacolo.

Dubbi sulla condizione e scenari di mercato

Al di là della questione legata all'immagine e al rapporto con la tifoseria, il ritardo del rientro pone inevitabili interrogativi di natura tecnica. Amorim si troverà a dover gestire due calciatori che rientreranno a Milanello con appena una settimana di margine prima dell'esordio in campionato, in programma domenica 23 agosto contro il Torino. Il tempo per assimilare i nuovi meccanismi tattici del suo Milan e recuperare una condizione atletica ottimale sarà estremamente ridotto.

Secondo quanto riferito, lo staff tecnico ha predisposto dei programmi individuali per i due giocatori, ma il lavoro sul campo con il gruppo sarà comunque ridotto al minimo, mettendo in forte dubbio la loro presenza da titolari nella prima gara stagionale. La situazione è resa ancora più delicata dall'emergenza che si sta profilando tra i pali: con il secondo portiere Terracciano alle prese con un problema fisico, l'unico disponibile al momento potrebbe essere il giovane Lorenzo Torriani.

Se Maignan dovesse saltare l'appuntamento di Torino, Amorim si troverebbe costretto a una scelta obbligata per la porta.

Un'estate di ombre e segnali contraddittori

La scelta di Maignan e Rabiot ha inevitabilmente aperto scenari legati anche al calciomercato, alimentando i sospetti su un possibile mal di pancia o sulla volontà di valutare un futuro lontano da Milano. A destare più di qualche perplessità sono stati alcuni atteggiamenti del portiere francese, come la rimozione di riferimenti al Milan dai propri profili social. Tuttavia, la società considera entrambi i giocatori come pilastri fondamentali del presente e del futuro.

A testimoniarlo ci sono i contratti a lungo termine: Maignan è legato al club fino al 2031, mentre il contratto di Rabiot scadrà nel 2028. E sebbene le voci di un interesse di Napoli e Juventus per i due calciatori continuino a circolare, ufficialmente non sono arrivate offerte e la dirigenza ha chiuso la porta a qualsiasi ipotesi di cessione.

Ora, la sfida per i due francesi sarà quella di trasformare una scelta che ha fatto discutere in un'occasione per ricucire lo strappo con i tifosi, dimostrando con i fatti, una volta varcati i cancelli di Milanello, il loro completo attaccamento al progetto rossonero.

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