Crisi dell'Automotive, L'Industria Italiana in Bilico
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Redazione Economia
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L'industria automobilistica italiana, già provata dalla crisi degli impianti di Stellantis, si trova ora ad affrontare ulteriori difficoltà a causa della contrazione del settore automotive tedesco. Secondo i dati dell'Osservatorio sulla componentistica automotive italiana e sui servizi per la mobilità, realizzati dalla Camera di commercio di Torino e da ANFIA, il 55% delle imprese della filiera nazionale ha registrato un calo del fatturato. Di queste, una su tre guarda con interesse al settore elettrico, cercando di adattarsi ai nuovi limiti di emissioni di CO2 che entreranno in vigore nel 2025.
La crisi del settore non risparmia nemmeno la Germania, dove Volkswagen ha deciso di chiudere tre fabbriche, licenziando migliaia di dipendenti, e prevede di chiuderne anche una di Audi in Belgio. Questa situazione rappresenta una pessima notizia per l'industria italiana, dato che il 30% dei componenti delle auto tedesche è Made in Italy. L'indotto, già affaticato dalla crisi degli impianti di Stellantis, rischia di subire ulteriori contrazioni dell'occupazione.
Il prossimo 14 novembre, il ministero delle Imprese e del Made in Italy ha convocato il Tavolo Stellantis per discutere delle problematiche del settore. Gianluca Di Loreto, partner di Bain & Company Italia, ha sottolineato la necessità di trovare una soluzione a livello europeo, affermando che "tutti hanno la febbre, chi più alta chi più bassa, e la medicina va trovata a livello europeo. È una crisi di sistema".
Nel frattempo, le case automobilistiche si preparano ad aumentare la produzione di veicoli elettrici, che però non sembrano ancora fare breccia tra i consumatori, e a diminuire quella dei veicoli termici per evitare le multe legate alle nuove normative sulle emissioni.




