La lettera di Messi a papà Jorge: "Non so come andare avanti, dubito di giocare ancora a lungo"

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Lionel Messi ha rotto il silenzio sui social media per l'ultimo, straziante saluto a suo padre Jorge, scomparso l'8 agosto all'età di 68 anni a Rosario, dopo una lunga malattia. Il fuoriclasse argentino, che aveva già partecipato ai funerali tenutisi domenica, ha affidato a un lungo messaggio pubblicato su Instagram il racconto del dolore e dello smarrimento per la perdita della figura che più di ogni altra ha segnato la sua vita e la sua carriera, sin dagli esordi.

In quelle parole, che si sono immediatamente diffuse in tutto il mondo, emerge non solo il ritratto di un figlio ferito, ma anche la confessione di un uomo che, per la prima volta, mette seriamente in discussione il proprio futuro nel calcio.

Il peso degli ultimi Mondiali e la finale senza il padre

Gran parte della lettera è dedicata al tormento vissuto durante l'ultimo Mondiale, giocato tra Stati Uniti, Messico e Canada e conclusosi poche settimane fa con la sconfitta in finale contro la Spagna. Messi racconta che fu proprio il padre, nonostante le sue condizioni di salute già gravemente compromesse, a spingerlo con insistenza a prendere parte alla competizione. Le condizioni di Jorge, tuttavia, peggiorarono nei giorni immediatamente precedenti l'inizio del torneo, rendendo impossibile la sua presenza sugli spalti per la prima volta in una manifestazione così importante.

Messi rievoca la speranza di guadagnare tempo, spingendo la sua Argentina fino alla finale nella vana attesa che il padre potesse riprendersi abbastanza da raggiungerlo. Al termine di ogni partita, racconta, aspettava con ansia il suo messaggio, un'abitudine che si era interrotta bruscamente e che gli fece comprendere la reale gravità della situazione.

La finale, persa per 1-0 ai tempi supplementari, è descritta come una sconfitta doppia, perché la coppa che voleva portare a casa per il padre gli è sfuggita, e le sue gambe, come scrive, non ne avevano più, nonostante lo sforzo di andare contro i limiti del proprio corpo.

"Perché non hai resistito ancora un po'?"

Il passaggio più toccante e ripreso della lettera è quello in cui Messi si rivolge direttamente al padre, esprimendo tutto il suo smarrimento e il dubbio che ora attanaglia la sua carriera. "Non so cosa farò senza di te, non so come andare avanti", scrive l'argentino, ammettendo che la sua vita è stata sempre e solo il calcio. "Ora ho molti dubbi sul fatto che continuerò a farlo ancora per molto", è la frase che ha fatto temere ai tifosi di tutto il mondo un imminente ritiro.

La riflessione si fa ancora più intima quando Messi chiede, con il rimpianto di chi non può più cambiare il corso degli eventi, perché il padre non abbia resistito ancora un po', visto che mancava così poco alla fine del loro percorso condiviso. Jorge Horacio Messi non era solo il padre, ma anche l'amico e il procuratore che ha curato ogni aspetto della carriera del figlio, dalla scommessa sul trasferimento al Barcellona quando Leo era solo un ragazzino, fino ai contratti più importanti.

Il ricordo di un padre, amico e procuratore

Nel suo lungo sfogo, Messi non dimentica di ringraziare il padre per la dedizione e la presenza costante, anche quando il lavoro e gli impegni lo tenevano lontano. Ricorda con tenerezza i tempi dell'infanzia, quando Jorge lo portava agli allenamenti appena tornato dal lavoro, e sottolinea come non abbia mai saltato una partita, soffrendo e gioendo per lui, anche senza mai colmarlo di elogi. "Sei stato papà, amico e procuratore", scrive Messi, riconoscendo a Jorge il merito di non aver mai sbagliato un consiglio, anche nei momenti di discussione.

La lettera si chiude con una promessa di continuità, affidata all'educazione dei suoi figli, che saranno cresciuti con gli stessi insegnamenti ricevuti da lui. "Sarai sempre presente, soprattutto nel modo in cui crescerò i miei figli, perché insegno loro e li educo come avete fatto voi due con me", conclude Messi, affidando al padre un ultimo, commovente saluto.

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