Messi si ritira dall’Argentina: decisiva la morte del padre

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Lionel Messi si ritira dalla nazionale argentina e affida ai social l’annuncio che chiude definitivamente un percorso durato due decenni, con 207 presenze e 125 gol. Il fuoriclasse dell’Albiceleste ha spiegato di aver riflettuto a lungo dopo l’ultima finale del Mondiale persa contro la Spagna, prima di rendere pubblica una decisione che aveva già messo nero su bianco il 21 luglio 2026, appena due giorni dopo quella partita. La lettera è però rimasta chiusa per settimane, durante un periodo segnato anche dalla morte del padre Jorge, scomparso il 7 agosto. Proprio quella perdita, secondo quanto raccontato da Messi, ha avuto un peso decisivo nel convincerlo a chiudere la sua esperienza con la Selección.

Messi lascia l’Argentina con una lettera scritta dopo il Mondiale

“Dopo tutto questo tempo trascorso dalla finale, e dopo averci riflettuto a lungo, voglio annunciare a tutti il mio ritiro dalla Nazionale”, ha scritto Messi nel messaggio diffuso attraverso i suoi canali social. La fotografia della lettera scritta di suo pugno porta la data del 21 luglio 2026, due giorni dopo il bruciante epilogo del Mondiale. Il testo non è stato pubblicato immediatamente: Messi lo ha conservato per settimane, mentre attraversava uno dei momenti più difficili della sua vita personale. Il 7 agosto è morto suo padre Jorge, indicato come il punto di riferimento più importante del campione argentino, e l’annuncio del ritiro è arrivato soltanto in seguito, dopo un ulteriore periodo di riflessione.

Tra le parole associate al suo addio compare anche una frase breve e definitiva: “Ya no tengo màs para dar”. L’annuncio mette così fine a un rapporto con la maglia argentina segnato da numeri e finali che hanno accompagnato gran parte della carriera di Messi. In 207 presenze ha realizzato 125 gol, mentre ai Mondiali ha vissuto un successo e due finali perse entrambe ai supplementari. L’ultima sconfitta è arrivata contro la Spagna e ha preceduto di appena due giorni la stesura della lettera con cui aveva già scelto di salutare la nazionale, anche se quel messaggio sarebbe diventato pubblico soltanto diverse settimane dopo.

Due decenni con la Selección e l’impatto dell’addio di Messi

Il ritiro di Lionel Messi chiude quindi un’era per la nazionale argentina, costruita anche intorno alla presenza del suo giocatore più rappresentativo. Il rapporto con la Selección ha attraversato due decenni, 207 partite e 125 reti, oltre a tre finali mondiali citate nel bilancio della sua esperienza: una vinta e due perse ai supplementari. La decisione arriva quarantatré giorni dopo l’ultima finale persa e interrompe un percorso che aveva fatto di Messi il centro sportivo e simbolico dell’Albiceleste. La scelta assume inoltre un peso particolare perché viene resa pubblica dopo settimane in cui il calciatore aveva già scritto il proprio addio, senza però sentirsi ancora pronto a condividerlo.

L’uscita di scena del fuoriclasse argentino avrà conseguenze anche per la Federcalcio argentina, che negli anni ha ottenuto importanti ricavi attraverso una strategia commerciale incentrata proprio su Messi. La sua presenza non ha quindi rappresentato soltanto un riferimento tecnico per la nazionale, ma anche un elemento centrale nella costruzione commerciale legata all’Albiceleste. Con il ritiro definitivo viene meno il giocatore attorno al quale questa strategia era stata sviluppata, mentre il messaggio pubblicato sui social trasforma una decisione maturata subito dopo il Mondiale in un annuncio destinato a segnare il passaggio più netto nella storia recente della nazionale argentina.

La tempistica raccontata dallo stesso Messi aggiunge un elemento centrale alla sua scelta. La decisione era già stata formulata quando il dolore per la finale mondiale era ancora recente, ma la lettera del 21 luglio è rimasta privata fino a dopo la perdita del padre. Jorge Messi è morto all’inizio di agosto e, da quel momento, Leo si è trovato senza quello che viene descritto come il suo principale punto di riferimento. Solo dopo queste settimane il capitano argentino ha deciso di rendere pubblico ciò che aveva già scritto, affidando ai social il saluto alla maglia indossata per vent’anni e chiudendo definitivamente una carriera internazionale da 207 presenze e 125 gol.

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