Messi, addio all’Argentina. La lettera di Dybala: “Mi hai ispirato a voler essere come te”
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Redazione Sport
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Messi ha scosso il mondo. Nella giornata di ieri ha annunciato il suo addio alla Nazionale, questa volta per davvero, dopo anni a guidare l'Argentina e aver vinto tutto ciò che era possibile vincere. Il capitano ha deciso di fermarsi, anche se non è la prima volta che dice basta: era già successo nel 2016, dopo la sconfitta in finale di Copa America, salvo poi tornare sui propri passi con la voglia di riprovare a inseguire quel sogno chiamato Mondiale.
Adesso, però, il verdetto sembra definitivo e arriva al termine di un percorso lungo vent'anni, iniziato in salita e culminato con il titolo mondiale del 2022, per poi chiudersi con la finale persa nel 2026 contro la Spagna al termine di un Mondiale fin lì “messicentrico”. L'epilogo di questa storia viene consegnato con tre fogli fitti a penna, in stampatello, fotografati e pubblicati su Instagram il 31 agosto 2026, ma scritti già il 21 luglio, due giorni dopo l'ultima gara disputata con la maglia dell'Albiceleste.
Il peso di una decisione e il tempo della riflessione
Non è mai facile passare per quella frontiera che segna il momento in cui ogni campione saluta, mettendosi alle spalle i propri sogni di bambino, e per Lionel Messi il traguardo dei 39 anni rappresenta il momento di fare i conti con un ciclo sportivo che si avvia naturalmente verso la conclusione. Il post pubblicato sui social non lascia spazio a fraintendimenti: "Dopo tutto questo tempo trascorso dalla finale, e dopo averci riflettuto a lungo, voglio annunciare a tutti il mio ritiro dalla Nazionale".
Una decisione che, come ha scritto il fuoriclasse di Rosario, "mi ha fatto e mi fa ancora male nel profondo dell'anima, ma capisco che sia arrivato il momento", sottolineando come il dolore per questa scelta resti vivo nonostante la consapevolezza della sua necessità. A rendere ancora più definitiva questa volontà, come ha voluto precisare lo stesso Messi, è stato anche il lutto che ha colpito la sua famiglia: "Oggi, dopo quello che è successo a mio padre, sono ancora più convinto di questa decisione rispetto a prima".
Numeri, record e un'eredità pesante
Il percorso con la Nazionale maggiore era iniziato il 17 agosto 2005 contro l'Ungheria, sotto la guida del ct José Pekerman, e in questi ventuno anni il capitano dell'Albiceleste ha collezionato numeri che resteranno per sempre impressi negli annali del calcio: 207 presenze, 125 gol e 68 assist, per un totale di 193 partecipazioni a rete, numeri che rappresentano il primato assoluto per il calcio argentino.
Il palmares con la Selección parla di un Mondiale vinto nel 2022 in Qatar, due Copa América (2021 e 2024), una Finalissima e la medaglia d'oro olimpica, senza dimenticare il Mondiale Under 20 che aveva già acceso i riflettori sul suo talento. A completare il quadro, la partecipazione a sei edizioni del campionato del mondo, con tre finali giocate (2014, 2022, 2026) e il ricordo indelebile di un sogno che a lungo aveva sembrato impossibile da realizzare e che invece è diventato realtà, spazzando via le critiche di chi vedeva sempre un “però” dietro ogni successo con il Barcellona.
L'addio, la città natale e il futuro da tifoso
L'annuncio del ritiro ha scatenato immediatamente un'ondata di affetto, come dimostra il messaggio comparso su un maxi schermo nella sua città natale, Rosario, che recitava: "Grazie Leo per tante gioie. Rosario ti ama", a testimonianza del legame indissolubile tra il campione e le sue radici. Nella lettera, Messi ha spiegato le ragioni di un addio che va oltre la stanchezza fisica, parlando della sensazione di essere "svuotato", di non avere più nulla da dare a questa maglia e di voler lasciare spazio ai giovani che stanno crescendo alle sue spalle e che meritano la loro opportunità.
"Ora sarò uno di voi", ha scritto, "sempre pronto a tifare da fuori, nei momenti belli e soprattutto in quelli difficili", un passaggio che sottolinea come il legame con la Selección non si spezzerà ma si trasformerà, diventando quello di un tifoso che continua a sostenere la propria squadra dal di fuori del campo.
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