Guerra Ucraina Russia, settimo giorno di attacchi su Kiev: esplosioni e raid notturni

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo
ESTERI Preferisci Informazione.News su Google

Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La capitale ucraina ha trascorso un'altra notte sotto una pesante offensiva aerea, la settima consecutiva, con le difese antiaeree impegnate a contrastare l'ennesimo attacco russo. All'alba, un massiccio lancio di droni esplosivi è stato in gran parte intercettato dalla contraerea, ma le esplosioni hanno comunque scosso la città e la regione circostante, mentre i soccorsi sono stati resi difficili dal pericolo di ulteriori raid.

Questa nuova ondata di violenza, che per intensità e continuità ricorda le fasi più acute del conflitto, si inserisce in un contesto di escalation generalizzata che vede anche le città di Kherson e Odessa nel mirino, con bilancio di vittime e feriti.

Attacchi continui su Kiev e regione, la difesa aerea sotto pressione

Gli attacchi su Kiev e sulla regione non accennano a diminuire, con i russi che utilizzano una combinazione di missili balistici e droni per saturare le difese aeree ucraine. Dopo le segnalazioni di una nuova esplosione in mattinata, è stato confermato che si tratta del settimo giorno di fila in cui la capitale viene presa di mira. Le autorità locali hanno riferito che un centro logistico nella capitale, utilizzato per immagazzinare componenti per droni a medio e lungo raggio, è stato colpito durante l'ultimo raid notturno.

Mosca ha dichiarato che i suoi attacchi sono mirati a infrastrutture militari, logistiche ed energetiche utilizzate dall'esercito ucraino. Tuttavia, i bombardamenti hanno provocato danni anche a strutture civili; a Boryspil, sobborgo orientale di Kiev, un'attività commerciale e un condominio sono stati colpiti, causando vittime e feriti, tra cui un bambino.

Il bilancio delle ultime 24 ore è pesante, con almeno 12 morti in tutta l'Ucraina, mentre la carenza di missili intercettori, in particolare i sistemi Patriot, rende sempre più difficile proteggere le città dagli attacchi russi.

Odessa nel mirino e l'offensiva russa si intensifica

Anche la città portuale di Odessa è stata oggetto di raid durante la notte, con bombe aeree guidate e droni che hanno colpito la regione, causando blackout e disagi per migliaia di famiglie. L'importanza strategica dei porti ucraini sul Mar Nero e sul Danubio per le esportazioni, soprattutto di cereali, li rende obiettivi prioritari per Mosca, che ha intensificato i bombardamenti anche sulle infrastrutture energetiche e ferroviarie per indebolire la capacità logistica del paese.

Il presidente russo Vladimir Putin ha dichiarato che le forze armate russe stanno accelerando il ritmo della loro offensiva nella zona delle operazioni militari speciali, come riportato in dichiarazioni pubbliche che ribadiscono l'intenzione di proseguire fino al raggiungimento degli obiettivi prefissati.

Questa intensificazione si riflette in un aumento degli attacchi aerei e delle operazioni di terra in vari settori del fronte, con Mosca che rivendica progressi e lancia nuove accuse contro la leadership ucraina, definendola in un contesto di dichiarazioni terrorista di stato.

Le dichiarazioni di Putin e la minaccia di Zelensky

Il presidente russo ha risposto duramente alle recenti affermazioni del leader ucraino Volodymyr Zelensky, che aveva avvertito del pericolo di volare nello spazio aereo russo a causa della presenza di droni ucraini, bollandole come dichiarazioni terroristiche. Putin ha ribadito che non ci possono essere trattative con i terroristi, pur affermando che gli attacchi russi non mirano a colpire la leadership ucraina perché, in prospettiva, qualcuno deve rimanere con cui parlare per perseguire la pace. I colloqui, in questo momento, sono congelati.

Le sue parole fanno da contraltare alla crescente minaccia ucraina di estendere le offensive oltre i confini nazionali, rendendo i cieli russi uno spazio di battaglia. Zelensky ha dichiarato che i "giorni sicuri nei cieli della Russia sono finiti", un avvertimento diretto alle compagnie aeree e agli alleati, mentre da Mosca arrivano segnali di una ulteriore chiusura e militarizzazione del fronte.

L'ombra della Nato e la tensione in Estonia

La guerra dei droni si allarga anche alle frontiere orientali dell'Europa, alimentando la tensione tra la Nato e la Russia. Nelle scorse ore, i caccia dell'Alleanza sono stati allertati in Estonia a causa di un'avvistamento di droni vicino ai confini, un segnale della crescente preoccupazione per possibili violazioni dello spazio aereo e per l'instabilità che il conflitto in Ucraina sta generando ai margini della zona di influenza russa.

Questo episodio ha riacceso il dibattito sulla sicurezza dei paesi baltici e sull'efficacia della missione di polizia aerea della Nato, mentre le autorità estoni hanno confermato il pronto intervento e hanno messo in guardia sulle possibili ripercussioni di un conflitto che non sembra avere una fine imminente.

Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.