Skipass, l’Antitrust chiude l’istruttoria con un pacchetto da 30 milioni tra rimborsi e voucher
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Redazione Economia
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L’anno di attesa, scandito da verifiche e contestazioni, si è concluso con un accordo che vale 30 milioni di euro. L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha chiuso il procedimento avviato a luglio 2025 nei confronti di Federconsorzi Dolomiti Superski e dei dodici Consorzi di zona situati tra Veneto, Trentino e Alto Adige, accogliendo il piano di impegni presentato dalle parti.
Al centro dell’istruttoria, la presunta messa in atto di un’intesa restrittiva della concorrenza che, secondo l’Antitrust, limitava l’autonomia dei singoli consorzi nella definizione dei prezzi e nella distribuzione degli skipass, di fatto coordinando le politiche tariffarie a svantaggio dei consumatori.
Rimborsi e voucher: le due opzioni per gli sciatori
Il provvedimento, che non ha comportato l’irrogazione di sanzioni ma l’accettazione di impegni vincolanti, si traduce in un concreto beneficio per gli sciatori che hanno frequentato le piste del comprensorio nelle ultime tre stagioni invernali. Il "pacchetto" di ristori economici, del valore complessivo di 30 milioni, è stato suddiviso in due fondi destinati a chi ha acquistato skipass vallivi giornalieri o plurigiornalieri – quindi non abbonamenti stagionali – dal 2022 al 2025.
I consumatori avranno la facoltà di scegliere tra due opzioni: un rimborso diretto in forma monetaria pari al 20% della spesa sostenuta, a cui è stato destinato un plafond di 12 milioni, oppure un voucher sconto del 30% da utilizzare per futuri acquisti di skipass, per il quale sono stati stanziati 18 milioni.
Il criterio "first come, first served" e le critiche di Assoutenti
Una delle clausole che ha suscitato maggiori perplessità riguarda le modalità di erogazione dei rimborsi, che seguiranno il principio del "first come, first served". In pratica, le risorse saranno distribuite fino ad esaurimento dei fondi, con il rischio concreto che una parte degli aventi diritto possa rimanere esclusa semplicemente per aver presentato la domanda in ritardo. È questo uno dei motivi principali che ha spinto l’associazione dei consumatori Assoutenti a bocciare l’intesa, definendola una "beffa" per gli sciatori.
Il presidente Gabriele Melluso ha sottolineato come il meccanismo, oltre a penalizzare chi preferisce il rimborso monetario – offrendo un beneficio minore rispetto al voucher – finisca di fatto per spingere i consumatori a riacquistare skipass, rafforzando la fidelizzazione verso lo stesso operatore.
Le misure strutturali e il giudizio di Consumerismo
Oltre ai ristori immediati, l’accordo prevede impegni di carattere strutturale volti a modificare le politiche commerciali del consorzio. È stato disposto l’azzeramento di ogni forma di coordinamento centralizzato dei prezzi degli skipass di valle, garantendo ai singoli consorzi piena autonomia nelle loro strategie tariffarie e distributive. A queste misure si aggiunge l’obbligo di stabilizzare per le prossime cinque stagioni invernali alcune promozioni e agevolazioni già deliberate sul Super-Skipass, per un valore stimato di circa 20 milioni di euro.
Se Assoutenti ha manifestato forte delusione, sottolineando anche l’incremento del 28,4% del prezzo del biglietto giornaliero tra il 2021 e il 2026, l’associazione Consumerismo No Profit ha espresso un giudizio più articolato. Pur valutando positivamente le misure compensative, Consumerismo ha auspicato che i risultati vengano misurati attraverso metodi certi e indipendenti, sebbene la sua proposta di co-vigilanza non sia stata accolta dall’Autorità.
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