Marc Marquez manda un sosia ai kart di Motegi e riceve il richiamo MotoGP

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Marc Marquez ha fatto parlare di sé al Gran Premio del Giappone MotoGP dopo aver scelto di non partecipare alla gara di kart organizzata a Motegi e aver mandato una controfigura al suo posto. Il pilota Ducati ha preferito evitare un possibile rischio fisico prima della gara ufficiale, ma lo stratagemma è stato scoperto dagli altri piloti e dagli organizzatori dell’evento.

La trovata del pilota Ducati prima del GP giapponese

L’iniziativa con i kart era stata programmata tra il Warm-Up della domenica mattina e la gara principale del weekend giapponese, con l’obiettivo di offrire uno spettacolo aggiuntivo agli spettatori presenti al circuito di Motegi e al pubblico televisivo. I piloti erano chiamati a scendere in pista in una sfida diversa dal normale programma agonistico, ma Marquez ha deciso di non prendere parte direttamente alla prova.

Al suo posto è comparso un membro dello staff con la tuta Ducati e il casco associato al numero 93. Il tentativo di mantenere l’inganno è durato poco: alcuni concorrenti hanno notato che qualcosa non tornava e Jorge Martin è stato tra i primi ad accorgersi che sotto quel casco non c’era il campione spagnolo. Il finto Marquez è stato quindi smascherato prima dell’inizio della gara.

La scena ha trasformato un momento pensato per il divertimento in uno degli episodi più curiosi del fine settimana. La scelta del pilota Ducati è stata legata alla volontà di preservare energie e condizioni fisiche in una fase importante della stagione, evitando una situazione in cui un contatto o una caduta con un kart avrebbe potuto creare conseguenze prima della sfida in pista.

Il richiamo degli organizzatori e la spiegazione di Marquez

Dopo l’episodio, Marquez ha raccontato di aver ricevuto una tirata d’orecchie dagli organizzatori della MotoGP. Il pilota ha spiegato di comprendere il valore dello spettacolo, ma di considerare prioritaria la preparazione per la competizione ufficiale, soprattutto mentre è impegnato nella lotta per il campionato.

La motivazione indicata dallo spagnolo riguarda la gestione delle priorità: secondo la sua spiegazione, aveva bisogno di concentrarsi sulla gara e di arrivare nelle migliori condizioni possibili al momento decisivo del weekend. La frase con cui ha commentato la vicenda, riferita alla necessità di pensare a sé stesso in questa fase, ha riassunto il suo approccio alla parte finale della stagione.

Anche Martin ha ammesso di comprendere la scelta del rivale. Il pilota Aprilia ha spiegato che inizialmente anche lui aveva avuto dubbi sull’opportunità di partecipare a una prova con i kart prima della gara, considerando il rischio di un eventuale contatto che potesse compromettere il risultato della domenica.

Il dibattito sugli eventi extra durante i weekend MotoGP

L’episodio di Motegi ha acceso il confronto sul rapporto tra spettacolo e impegno sportivo nel motociclismo moderno. Gli appuntamenti collaterali sono diventati sempre più presenti nei fine settimana di gara, con iniziative pensate per coinvolgere maggiormente il pubblico e avvicinare i piloti ai tifosi fuori dalla pista.

Per i piloti, però, ogni attività aggiuntiva comporta una gestione diversa delle energie fisiche e della concentrazione. Nel caso di Marquez, la decisione di evitare i kart è arrivata in un weekend nel quale il pilota Ducati era chiamato a massimizzare il rendimento sportivo, dopo un fine settimana particolarmente intenso sul tracciato giapponese.

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