Banca Ifis, utile a 8 milioni nel semestre e obiettivo sinergie da 75 milioni dal 2027
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Redazione Economia
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Il primo semestre del 2026 si è chiuso per Banca Ifis con un utile netto di 8 milioni di euro, una cifra che, messa a confronto con gli 88 milioni dello stesso periodo dell'anno precedente, evidenzia una flessione notevole, sebbene ampiamente prevista e motivata da scelte strategiche precise.
La semestrale, infatti, racconta di un gruppo bancario impegnato a fondo in una fase di profonda trasformazione, volta a ripulire il bilancio da elementi non strategici e a gettare le basi per un modello di business rinnovato, sempre più focalizzato sul credito alle imprese e sulla creazione di valore nel medio-lungo termine.
L'impatto delle rettifiche e l'integrazione con illimity
Il crollo dell'utile, pari a circa il 91% rispetto al primo semestre 2025, è da attribuire principalmente a due fattori straordinari e non ricorrenti. Da un lato, le rettifiche e gli accantonamenti per circa 30 milioni di euro, resi necessari a seguito di una più prudente valutazione di alcune esposizioni creditizie emersa durante l'ispezione generale condotta dalla Banca d'Italia, un'attività di vigilanza che, come spesso accade, porta con sé oneri una tantum per gli istituti coinvolti.
Dall'altro, e in misura ancora più incisiva, le svalutazioni per circa 40 milioni di euro relative ai portafogli di crediti deteriorati di illimity Bank, la cui acquisizione da parte di Banca Ifis è stata completata nel luglio 2025, e che hanno richiesto un allineamento delle coperture e una revisione delle aspettative di recupero. Queste operazioni, seppur penalizzanti nel breve periodo, sono funzionali a un de-risking complessivo del gruppo e a una maggiore solidità patrimoniale futura.
Il motore del commercial banking e la conferma delle sinergie
Nonostante le poste straordinarie, il margine di intermediazione ha tenuto, attestandosi a 406,5 milioni di euro, trainato principalmente dal comparto Commercial & Corporate Banking, che conferma la sua vocazione di motore principale del gruppo. Il margine di interesse, pari a 261,7 milioni, e le commissioni nette per 71,3 milioni, rappresentano le voci più significative di questo risultato, a testimonianza della solidità del business tradizionale legato al factoring, al leasing e alla finanza strutturata per le PMI.
Un punto fermo della strategia del gruppo rimane l'obiettivo di raggiungere 75 milioni di euro di sinergie annue a partire dal 2027, un traguardo più volte ribadito dalla direzione aziendale e che ora trova ulteriore conferma. Queste sinergie, sia di costo che di ricavo, deriveranno dalla piena integrazione con illimity e dalla razionalizzazione delle strutture, e sono considerate un pilastro fondamentale per la redditività futura dell'istituto.
La ridefinizione del modello di business e il futuro degli NPL
Il semestre appena concluso è stato anche caratterizzato da passi decisivi per la ridefinizione del perimetro del gruppo. In questa direzione si inserisce la cessione degli asset non core come Hype, Abilio e ARECneprix, che ha permesso di semplificare la struttura operativa e il bilancio, e la rinegoziazione dei contratti IT con Finomnia, finalizzata a garantire risparmi ricorrenti e a sostenere l'innovazione tecnologica.
Parallelamente, è stato avviato il processo competitivo per il deconsolidamento del business degli NPL, un'operazione di rilievo che mira a cedere un portafoglio di circa 1,5 miliardi di euro di valore netto contabile. Questo processo, che ha già attirato l'interesse di diversi primari operatori, rappresenta il tassello finale per completare la trasformazione del gruppo verso un modello di banca specializzata nel credito alle imprese, abbandonando la gestione diretta dei crediti deteriorati per concentrarsi su attività a più alto valore aggiunto.
Capitale e liquidità: fondamentali solidi per la transizione
Nonostante l'assorbimento di capitale legato alle rettifiche, la posizione patrimoniale del gruppo si mantiene su livelli solidi, con un Cet1 ratio al 13,4%. La banca può inoltre contare su riserve per 2,1 miliardi di euro, che forniscono un ampio margine di manovra e una chiara visibilità sulle opportunità future derivanti dall'integrazione. Il management, nel commentare i risultati, ha definito il 2026 come un anno di transizione, propedeutico alla piena realizzazione del nuovo modello di business che sarà dettagliato nel nuovo piano industriale atteso all'inizio del 2027.
L'attenzione ora è focalizzata sul completamento dell'integrazione con illimity, previsto per l'autunno, e sulla finalizzazione del processo di vendita del business NPL, passaggi cruciali per delineare il profilo definitivo del gruppo bancario del futuro.
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