Fratelli Tate arrestati a Miami, il Regno Unito chiede l'estradizione per stupro e tratta
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Redazione Esteri
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I fratelli Andrew e Tristan Tate, influencer statunitensi e britannici noti per i loro contenuti misogini e vicini all'ex presidente Donald Trump, sono stati arrestati a Miami dagli agenti dello U.S. Marshals Service. Il fermo, avvenuto sabato 18 luglio, è stato eseguito in esecuzione di un mandato di cattura sigillato nell'ambito di una procedura di estradizione richiesta dalle autorità giudiziarie del Regno Unito.
Secondo quanto riferito dal Crown Prosecution Service (CPS), l'ente della pubblica accusa britannica, l'arresto è legato a decine di nuove accuse, che si aggiungono a un quadro investigativo già complesso e che coinvolge presunti reati commessi tra il 2010 e il 2017 in Inghilterra.
Un quadro accusatorio in continua espansione
Il procedimento giudiziario che ha portato all'arresto dei due fratelli a Miami è frutto di un'indagine condotta dalla polizia del Bedfordshire, che ha raccolto le testimonianze di sette presunte vittime. Le accuse, come reso noto dal CPS, sono di estrema gravità e riguardano reati di natura sessuale e di tratta di esseri umani. In particolare, Andrew Tate, 39 anni, deve rispondere di un totale di 42 capi d'imputazione; mentre il fratello Tristan, 38 anni, è accusato di 17 reati.
La Procura della Corona ha specificato che, oltre alle accuse già note e risalenti al 2025, che coinvolgevano tre donne, sono state formalizzate 38 nuove imputazioni relative ad altre quattro vittime, portando il numero complessivo a sette presunte parti offese.
Le accuse specifiche e i precedenti in Romania
Tra i capi d'accusa che pesano su Andrew Tate figurano sette ulteriori imputazioni per stupro, tre per organizzazione o favoreggiamento della tratta a scopo di sfruttamento sessuale, tre per lesioni personali e ben 19 per reati connessi a immagini indecenti di minori e pornografia estrema. Tristan Tate, invece, è accusato di un episodio di violenza sessuale, due stupri e tre casi di favoreggiamento della tratta sessuale.
Questo nuovo fronte giudiziario si inserisce in un contesto legale già intricato: i fratelli Tate, che si erano stabiliti in Romania nel 2016, erano già stati arrestati nel dicembre 2022 con accuse simili di sfruttamento di donne per video pornografici. Quel caso, tuttavia, non è mai giunto a una conclusione definitiva a causa di vizi procedurali, e nel febbraio 2025 ai due è stato permesso di lasciare il Paese dell'Est Europa, volando in Florida con un jet privato.
Reazioni e sviluppi giudiziari
A seguito dell'arresto, il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha confermato che i due fratelli comporranno davanti a un tribunale federale di Miami già nella prossima settimana, per l'avvio delle procedure di estradizione verso il Regno Unito.
L'avvocato che rappresenta i Tate, Joseph McBride, ha dichiarato all'Associated Press di non aver ancora potuto parlare con i suoi assistiti e ha duramente criticato la richiesta di estradizione, definendola un "grave abuso di autorità" e un atto di "sporcizia e calunnia" orchestrato per ostacolare le cause per diffamazione intentate dai fratelli negli Stati Uniti.
La difesa ha ribadito l'innocenza dei due influencer, sostenendo che le accuse siano di natura politica e che saranno in grado di dimostrare la loro estraneità ai fatti davanti a un giudice competente.
Il fenomeno della "manosfera" e l'influenza social
Andrew e Tristan Tate sono due delle figure più iconiche e controverse della "manosfera", un ecosistema digitale che promuove una visione estrema della mascolinità, la sottomissione femminile e l'ostentazione della ricchezza. Andrew Tate, ex kickboxer professionista, è stato bannato dalla maggior parte delle piattaforme social come YouTube e Instagram per violazione delle linee guida contro l'incitamento all'odio, ma su X (ex Twitter) vanta ancora oltre dieci milioni di follower.
La loro crescente popolarità tra i giovani uomini ha attirato l'attenzione delle autorità e degli attivisti, che hanno più volte lanciato l'allarme sul potenziale impatto dannoso dei loro messaggi, in un'epoca in cui la disinformazione e i discorsi di odio trovano facile diffusione online.




