Il bambino senza braccia e lo scatto che ha commosso il mondo: la foto dell’anno è quella di Mahmoud, ferito a Gaza
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Redazione Esteri
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Mahmoud Ajjour, nove anni, avrebbe potuto mettersi in salvo. Invece, mentre fuggiva da un bombardamento israeliano su Gaza City nel marzo 2024, si voltò per spronare i familiari a correre più velocemente. Fu in quel momento che un’esplosione gli strappò via il braccio destro e mutilò gravemente il sinistro. Oggi il bambino è ricoverato in un ospedale specializzato a Doha, dove viene curato per quelle ferite che, oltre al corpo, hanno segnato per sempre la sua infanzia.
Quel dramma, fissato nell’obiettivo della fotografa palestinese Samar Abu Elouf per il New York Times, è diventato la Photo of the Year del World Press Photo 2025. Lo scatto, che ritrae Mahmoud con le ferite ancora aperte e lo sguardo perso nel vuoto, ha superato oltre 60 mila immagini in concorso, aggiudicandosi il più prestigioso riconoscimento del fotogiornalismo mondiale. La giuria, riunita ad Amsterdam dove il premio è stato istituito nel 1955, ha scelto l’immagine tra tre finaliste, includendo anche Night Crossing di John Moore e Droughts in the Amazon di Musuk Nolte.
Samar Abu Elouf, palestinese di Gaza, ha documentato per anni il conflitto nella Striscia, concentrandosi sulle conseguenze sui civili, in particolare i minori. Il suo lavoro, pubblicato dal New York Times, non si limita a mostrare la crudeltà della guerra, ma ne racconta le vittime assolute: quelle che, come Mahmoud, sopravvivono portandone i segni indelebili. La foto, oltre a ritrarre la menomazione fisica, cattura l’istantanea di un’infanzia interrotta, dove persino la paura sembra essersi trasformata in rassegnazione.




