Bagarre alla Camera, Bignami contro Scalfaro: bufera per le parole sul presidente emerito

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L'Aula della Camera è stata teatro mercoledì di un pomeriggio di altissima tensione, sfociato in una vera e propria bagarre durante il dibattito sul caso Andrea Delmastro. A far esplodere lo scontro, già incandescente per il voto sulla richiesta di autorizzazione all'utilizzo delle chat dell'ex sottosegretario alla Giustizia, è stato l'intervento del capogruppo di Fratelli d'Italia Galeazzo Bignami.

Le sue dichiarazioni, che hanno chiamato in causa l'ex presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro, hanno provocato proteste immediate e durissime dai banchi delle opposizioni, richiami della presidente di turno Anna Ascani e l'evocazione del reato di vilipendio, in un clima di crescente e reciproca delegittimazione politica.

Un attacco alla memoria di Scalfaro nel pieno del dibattito sulle chat

Nel corso delle dichiarazioni di voto sulla decisione di negare alla Procura di Roma l'accesso alle conversazioni tra Andrea Delmastro e Mauro Caroccia, il capogruppo di FdI ha utilizzato il suo intervento per un attacco frontale alla memoria del presidente emerito Scalfaro, scomparso oltre quattordici anni fa.

Di fronte alle opposizioni che chiedevano con vigore a Fratelli d'Italia e alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni di non citare più il nome del giudice Borsellino, Bignami ha replicato con una ricostruzione storica che ha scatenato l'indignazione generale, sostenendo che l'elezione di Scalfaro al Quirinale nel 1992 rappresentò una sconfitta per il Movimento Sociale Italiano, che invece aveva votato per Paolo Borsellino.

Le parole di Bignami: "Scalfaro liberò 300 mafiosi"

"Per noi fu una sconfitta il fatto che il Movimento sociale italiano nel maggio del 1992 non riuscì a far eleggere Paolo Borsellino presidente della Repubblica", ha dichiarato Bignami, alzando il tono della voce, "La sinistra fece eleggere Oscar Luigi Scalfaro, che un anno dopo liberò 300 mafiosi al 41 bis". Un'affermazione grave, che secondo le opposizioni costituisce non solo un falso storico, ma un vero e proprio atto di vilipendio nei confronti di una delle più alte cariche dello Stato.

La presidente di turno Anna Ascani è intervenuta più volte per richiamare l'ordine, invitando Bignami al rispetto per l'istituzione che rappresentava Scalfaro: "Non si può offendere la più alta carica dello Stato".

Le reazioni delle opposizioni e la difesa di Fratelli d'Italia

Le parole del capogruppo di FdI hanno suscitato una levata di scudi da parte dell'intero arco delle opposizioni. I deputati di Pd, Movimento 5 Stelle, Avs, Italia Viva e +Europa hanno chiesto a gran voce provvedimenti, con la richiesta di convocare l'ufficio di presidenza per valutare la sospensione e la censura di Bignami. "Ha accusato la massima istituzione dello Stato di aver fatto liberare mafiosi - ha dichiarato Marco Grimaldi di Avs -, si scusi per aver offeso la memoria di Oscar Luigi Scalfaro oppure c'è l'art.

60 del nostro regolamento che censura con interdizione questo comportamento". Dal canto suo, Fratelli d'Italia ha prontamente difeso l'intervento del proprio capogruppo, bollando le critiche come strumentali e rivendicando la fondatezza delle affermazioni. La tensione è rimasta altissima fino al termine della seduta, con il clima politico che si è ulteriormente deteriorato tra accuse reciproche. Sul fronte del voto, l'Aula ha approvato la relazione contraria della Giunta per le autorizzazioni con 206 sì e 133 no, negando così l'utilizzo delle chat alla magistratura.

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