I mercati europei in attesa, tra Powell e le voci di pace in Ucraina
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Economia
-
I principali listini europei hanno chiuso la settimana con un lieve, seppur cauto, segno positivo. L’andamento, tuttavia, è stato caratterizzato da una evidente attesa, con gli investitori concentrati su due fronti diametralmente opposti: le delicate trattative per un possibile cessate il fuoco in Ucraina e l’atteso intervento di Jerome Powell, presidente della Federal Reserve, in occasione del forum dei banchieri centrali a Jackson Hole. A questo scenario, già di per sé complesso, si è aggiunta la valutazione dei dettagli di una nuova tregua commerciale tra l’Unione Europea e gli Stati Uniti, i quali hanno contribuito a stemperare le tensioni. A infondere una relativa fiducia, seppur condita da prudenza, hanno concorso anche i dati macroeconomici diffusi giovedì, che si sono rivelati superiori alle attese degli analisti.
L’ipotesi stessa di una sospensione delle ostilità in Ucraina ha prodotto un effetto immediato, dimostrando come la finanza sia spesso più rapida della diplomazia. La sola circolazione di indiscrezioni provenienti da Washington è stata sufficiente a innescare una correzione nei titoli del settore della difesa. Il sottoindice aerospazio-difesa ha infatti registrato un calo, con le azioni di Rheinmetall e Renk tra le più penalizzate. Questo movimento appare come una logica conseguenza: coloro i quali hanno prosperato durante l’emergenza bellica, vedono spesso erodersi i propri guadagni al primo concretizzarsi di un’ipotesi di pace.
In questa cornice, l’appuntamento con il discorso di Powell è diventato il fulcro della giornata, atteso per le possibili indicazioni sulla politica monetaria americana. Oltreoceano, Wall Street ha mostrato segnali di nervosismo, con l’S&P 500 che ha segnato la sua quinta sessione consecutiva in territorio negativo, trascinando con sé le borse del Vecchio Continente in un’apertura fiacca. Francoforte, Parigi, Amsterdam e Londra hanno infatti avviato le contrattazioni in calo, seppur con percentuali contenute. Madrid e Milano, quest’ultima saldamente sopra la soglia psicologica dei 43.000 punti, hanno invece tentato di resistere, mostrando una tenuta non scontata di fronte al clima di generale incertezza.




