Lacrime e dolore ai funerali di Diogo Jota, assente Cristiano Ronaldo

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Un silenzio carico di sofferenza ha avvolto la chiesa madre di Gondomar, in Portogallo, dove si sono svolti i funerali di Diogo Jota e del fratello André Silva, strappati alla vita da un incidente stradale nella notte tra il 2 e il 3 luglio. Decine di compagni di squadra, sia del Liverpool che della nazionale portoghese, hanno voluto rendere omaggio ai due giovani, mentre il dolore dei familiari si mescolava alle preghiere di una folla commossa. Tra le assenze più discusse, quella di Cristiano Ronaldo, capitano della seleção, che non ha presenziato nonostante altri calciatori – alcuni provenienti addirittura dagli Stati Uniti – abbiano affrontato viaggi estenuanti pur di esserci.

La mancata partecipazione del fuoriclasse, che negli ultimi giorni è stato avvistato in località turistiche, ha scatenato polemiche aspre, alimentate dal contrasto con il gesto del Paris Saint-Germain. Durante la partita contro il Bayern Monaco, valida per il Mondiale per Club, Ousmane Dembélé ha dedicato il suo gol a Jota, riproducendo la sua celebre esultanza, mentre il Liverpool ha annunciato che continuerà a versare lo stipendio alla famiglia del calciatore scomparso.

Intanto, a Wimbledon, una decisione del club ha suscitato perplessità: il divieto iniziale a Nuno Borges di indossare un segno di lutto in memoria di Jota, seppur poi rientrato, ha fatto discutere, soprattutto di fronte a un pubblico che, tra bicchieri di alcol e grida, sembra ignorare spesso il rigido protocollo. Un paradosso non nuovo per il tempio del tennis, dove le regole – come sottolinea anche Flavio Cobolli – talvolta sembrano anteporsi alla sensibilità.

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