La nazionale femminile di hockey declina l'invito alla Casa Bianca dopo le battute di Trump
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Redazione Sport
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La squadra femminile di hockey su ghiaccio degli Stati Uniti, fresca vincitrice della medaglia d'oro alle Olimpiadi di Milano-Cortina con una vittoria per 2 a 1 contro il Canada, ha ufficialmente declinato l'invito del presidente Donald Trump a partecipare al discorso sullo stato dell'Unione, in programma nella notte al Congresso -2-4. Una decisione, quella comunicata attraverso un portavoce di Usa Hockey, che arriva a poche ore da un episodio destinato a fare il giro del mondo e a sollevare piú di un sopracciglio. Il rifiuto, motivato con "precedenti impegni accademici e professionali delle atlete", segue di pochi giorni la trionfale affermazione delle ragazze americane, le quali avevano piegato le storiche rivali in una finale epica, e suona come una presa di distanza netta e inequivocabile -5-6.
La telefonata incriminata e la replica delle atlete
Tutto ha avuto origine domenica sera, quando il presidente, dopo la vittoria della nazionale maschile – anch'essa contro il Canada e anch'essa al termine di una partita drammatica decisa all'overtime – ha deciso di chiamare i giocatori negli spogliatoi per congratularsi con loro. Durante la conversazione, resa possibile dalla presenza del direttore dell'Fbi Kash Patel, che si trovava in Italia e che ha messo in contatto il presidente con la squadra, Trump ha esteso un invito ai ragazzi per il discorso al Congresso, promettendo addirittura di inviare un aereo militare per riportarli negli Stati Uniti in tempo per l'evento. È stato però un passaggio successivo a catalizzare l'attenzione e a scatenare le reazioni: il presidente, con un tono che molti hanno giudicato tra lo scherzoso e il sarcastico, ha aggiunto di dover invitare anche la squadra femminile, perché altrimenti, ha testualmente detto, "probabilmente sarei messo sotto accusa". La frase, accompagnata dalle risate di alcuni giocatori presenti nello spogliatoio, ha immediatamente sollevato un coro di critiche sui social network, dove in molti hanno definito la battuta fuori luogo e irrispettosa nei confronti delle campionesse olimpiche.
Nonostante il prestigio dell'invito formale, la risposta di Usa Hockey non ha lasciato spazio a interpretazioni: un "no" cortese, ma estremamente fermo. Le atlete, si legge nella nota, sono "sinceramente grate per il riconoscimento del loro straordinario risultato", ma i tempi stretti e gli impegni presi in precedenza, tra campionati universitari e leghe professionistiche come la Women's Hockey League, impediscono loro di partecipare -4-5. Una scelta, questa, che arriva in un clima di crescente tensione politica e mediatica, acuita anche dalla presenza e dal comportamento del direttore dell'Fbi. Patel, infatti, è stato ripreso mentre festeggiava nello spogliatoio maschile con una birra in mano, un'immagine che ha sollevato piú di una perplessità, considerando il suo ruolo istituzionale e la concomitanza con altri gravi impegni di sicurezza nazionale, come un tentativo di attacco presso la residenza di Mar-a-Lago -3-4-10. L'episodio, nel suo complesso, ha finito cosí per offuscare almeno in parte la doppietta storica dell'hockey a stelle e strisce, spostando l'attenzione dalla gloria sportiva alle polemiche extra-campo.




