La squadra femminile di hockey dice no a Trump: "Grazie, ma non veniamo". E il presidente, durante la chiamata ai colleghi maschi, scherza sull'impeachment
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
La telefonata del presidente Donald Trump ai campioni olimpici di hockey, intrisa di entusiasmo per la medaglia d'oro conquistata a Milano-Cortina contro il Canada, ha svelato un retroscena che ha subito preso una piega inaspettata, coinvolgendo le atlete della nazionale femminile in un siparietto destinato a far discutere. Mentre gli uomini festeggiavano negli spogliatoi il loro trionfo, il tycoon li ha chiamati per congratularsi, invitandoli al Congresso in occasione del Discorso sullo stato dell'Unione, in programma per martedì sera a Washington, e promettendo loro una visita alla Casa Bianca. In quel contesto di giubilo, con il direttore dell'Fbi Kash Patel visibilmente euforico e intento a brindare insieme ai giocatori, Trump ha lanciato una battuta che non è passata inosservata: ha detto che avrebbero dovuto estendere l'invito anche alla squadra femminile, altrimenti, ha scherzato, probabilmente lo avrebbero messo sotto impeachment.
Una frase, quella pronunciata dal presidente, che è stata accolta dalle risate dei presenti nello spogliatoio, ma che ha immediatamente sollevato un polverone, specialmente quando, poche ore dopo, è arrivata la replica secca e misurata delle dirette interessate. Le campionesse olimpiche, che avevano conquistato l'oro pochi giorni prima dei colleghi maschi, sempre battendo le canadesi in una finale al cardiopalma, hanno fatto sapere, tramite un portavoce di USA Hockey, di non poter accettare l'invito. La motivazione ufficiale, riportata da diverse testate giornalistiche, addossa il rifiuto a "precedenti impegni accademici e professionali", considerati i termini stretti del post-Olimpiade e i campionati professionistici e universitari che stanno per riprendere.
L'ombra della politica sulla vittoria e la figura di Kash Patel nel mirino delle critiche
La scelta della rappresentativa femminile, pur presentata come una questione puramente logistica, ha inevitabilmente riacceso i riflettori sul contesto politico in cui è maturato il trionfo sportivo americano. La chiamata trionfale di Trump, che i giocatori hanno documentato e diffuso sui social, è apparsa a molti osservatori come un tentativo di cavalcare l'onda emotiva della vittoria, legandola all'immagine della sua presidenza. La presenza di Patel, massima autorità dell'antiterrorismo americano, immortalato mentre si lascia andare a danze e a birra con i giocatori, ha ulteriormente alimentato le polemiche sull'uso dell'immagine delle istituzioni in un frangente così privato e festaiolo; non sono mancate, infatti, critiche sull'appropriatezza del suo viaggio in Italia a spese dei contribuenti.
Il trionfo maschile, va ricordato, è stato anche carico di una forte commozione, dedicato alla memoria di Johnny Gaudreau, lo sfortunato campione scomparso tragicamente nel 2024 insieme al fratello. La squadra, dopo la vittoria, ha voluto i figli di Gaudreau nella foto di squadra e ha esibito la sua maglia, un gesto che ha toccato le corde del cuore degli appassionati e che ha reso l'atmosfera della vittoria ancora più intensa e carica di significato, al di là delle implicazioni politiche. L'invito al Congresso, accolto con entusiasmo dal team maschile, con il capitano Auston Matthews che ha parlato di "onore" nel rappresentare il Paese, ha così creato una frattura comunicativa con la selezione femminile, la cui assenza all'evento istituzionale è diventata immediatamente un caso nazionale.
Il dietrofront delle donne e le reazioni social: tra l'imbarazzo e il sostegno
La dichiarazione di USA Hockey, che parla di gratitudine per l'invito e di apprezzamento per il riconoscimento, è apparsa come un tentativo di smorzare i toni, ma la sostanza non è cambiata: le ragazze non ci saranno. Il riferimento allo scherzo di Trump sull'impeachment è stato letto da più parti come una minimizzazione dei loro successi, una battuta che avrebbe ridotto la loro medaglia d'oro a un obbligo istituzionale piuttosto che a un traguardo sportivo di pari dignità. Sui social network, il confronto tra l'atteggiamento delle due squadre è diventato immediatamente oggetto di dibattito, dividendo l'opinione pubblica tra chi difende la scelta delle atlete di non prestarsi a quella che è stata definita una "coreografia politica" e chi invece critica la loro assenza definendola una mancanza di rispetto verso il presidente e verso il momento di unità nazionale.
L'eco della vicenda ha raggiunto anche i commentatori sportivi e politici, con alcuni che hanno sottolineato come la decisione delle donne aggiunga un ulteriore strato di complessità alla narrazione di uno sport, l'hockey, che aveva appena riportato gli Stati Uniti al vertice olimpico dopo 46 anni. La notizia del rifiuto, riportata inizialmente da NBC e Boston Globe, si è diffusa rapidamente, mentre la Casa Bianca non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali in merito alla scelta delle campionesse, concentrando la propria comunicazione sulla partecipazione della squadra maschile all'evento. La vicenda, al netto delle ragioni organizzative, testimonia la difficoltà di separare il percorso degli atleti dal clima politico del momento.




