Allerta neve in Piemonte: strade e ferrovie in tilt, valanghe minacciano il Cuneese
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Redazione Interno
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Un’imponente ondata di maltempo, scatenando copiose nevicate fin sulle colline e in pianura, ha piegato sotto un manto bianco gran parte del Piemonte, trasformando in un attimo il paesaggio ma paralizzando, al contempo, la viabilità e costringendo le autorità a misure straordinarie. I fiocchi, caduti incessantemente nella giornata del 16 dicembre, hanno infatti ricoperto non solo i tetti e le strade di centri storici come quello di Mondovì e di Cuneo – dove il suggestivo scenario invernale ha ricordato un presepe – ma hanno anche attecchito con forza insidiosa lungo l’asse autostradale Torino-Savona, accumulandosi fino a venti centimetri nel tratto fra Niella Tanaro e Ceva e generando, di conseguenza, pesanti rallentamenti e una circolazione a passo d’uomo.
Disagi diffusi su gomma e rotaia
Le conseguenze immediate delle precipitazioni, che hanno depositato localmente oltre ottanta centimetri di neve fresca al di sopra dei milliquattrocento metri, si sono riverberate su tutto il sistema dei trasporti, obbligando gli automobilisti a estreme cautele e mettendo in seria difficoltà anche le ferrovie. Le strade di molte zone montane, complicate da ghiaccio e accumuli, sono state interessate da limitazioni alla circolazione, mentre le compagnie ferroviarie hanno dovuto drasticamente ridurre il numero delle corse disponibili, amplificando i disagi per chi si sposta.
Il pericolo incombente delle valanghe
Oltre alle criticità legate alla mobilità, l’ondata di gelo ha innalzato a livelli di guardia il rischio idrogeologico in montagna, portando gli esperti dell’Arpa a dichiarare un “forte pericolo valanghe”, classificato come grado 4, in particolare nel basso Cuneese. Il settore più esposto risulta quello delle Valli del Monregalese, del Gesso e della Vermenagna, dove il manto nevoso recente, spesso e pesante, poggia su un letto di neve vecchia dai caratteri sfavorevoli, specialmente sui pendii più ombreggiati alle quote medie e alte: una combinazione instabile, quella tra il nuovo carico e il vecchio strato superficiale, che rende i versanti estremamente fragili e proni a cedimenti.
La fragilità di un equilibrio instabile
La situazione, dunque, pur regalando immagini di rara bellezza nelle città e nei borghi, rimane delicata e sotto stretta osservazione da parte dei tecnici e della protezione civile, chiamati a monitorare l’evoluzione del manto nevoso e la stabilità dei pendii. Mentre la neve continua a cadere, seppure in modo più rado, le preoccupazioni principali restano legate alla sicurezza delle aree montane più impervie e alla tenuta della rete infrastrutturale principale, la cui regolarità è stata già fortemente compromessa dagli eventi atmosferici di queste ore.




