Abusi su un dodicenne al parco dell'Arrivore, fermato e interrogato il ventenne: ha confessato
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
Un ragazzino di dodici anni è stato vittima di violenza sessuale nella notte di venerdì 18 settembre a Torino, nel parco dell'Arrivore, nella periferia nord della città. L'indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica e affidata alla pm Eleonora Guerra, è stata condotta dagli investigatori della Squadra Mobile, diretti dal dirigente Davide Corazzini, insieme agli agenti del commissariato Barriera Nizza.
Nella serata di lunedì 21 settembre, la polizia ha eseguito un fermo di indiziato di delitto nei confronti di un ventenne italiano di origini egiziane, classe 2006, gravemente indiziato del reato di violenza sessuale aggravata.
La ricostruzione dell'adescamento e della violenza
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti sulla base del racconto della giovanissima vittima, il dodicenne si trovava nel cortile del plesso condominiale di residenza, nel quartiere Barriera Milano, intento a giocare con alcuni coetanei. È lì che sarebbe stato avvicinato dallo sconosciuto, il quale gli avrebbe proposto di fare un giro sul suo monopattino. Il ragazzino avrebbe accettato e, dopo alcuni giri nella zona, sarebbe stato condotto lungo un percorso che dai palazzi di edilizia popolare porta fino all'area verde a ridosso del torrente Stura, dove si sarebbe consumata la violenza.
Dopo l'abuso, il ventenne avrebbe accompagnato il minore in un minimarket della zona, offrendogli una bibita e un pacchetto di patatine, per poi allontanarsi facendo perdere le proprie tracce. Rientrato a casa, il dodicenne è scoppiato in lacrime e ha raccontato tutto alla madre, che ha immediatamente chiamato la polizia.
L'identificazione e la confessione
L'attività investigativa, avviata subito dopo la denuncia, si è basata sull'analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti lungo il tragitto compiuto dall'uomo e nella zona del parco, oltre che sull'ascolto di alcuni testimoni che lo avevano notato aggirarsi nei pressi del cortile dove è avvenuto l'adescamento. Il ventenne è stato rintracciato mentre percorreva a bordo del suo monopattino una via del quartiere Barriera Nizza.
Trasportato in Questura, dopo essere stato interrogato dagli investigatori, ha ammesso le proprie responsabilità, confermando di fatto il racconto reso dalla vittima. Nel corso dell'interrogatorio ha sostenuto di aver agito sotto l'effetto di stupefacenti. Dagli accertamenti è emerso che il giovane è senza fissa dimora, senza occupazione e con precedenti per reati contro il patrimonio; su di lui pendeva inoltre una misura cautelare dell'obbligo di firma, che avrebbe rispettato fino al giorno precedente ai fatti.
Il sequestro del cellulare e l'udienza di convalida
Gli investigatori della Squadra Mobile hanno sequestrato il telefono cellulare dell'uomo per disporre una copia forense di immagini e conversazioni, un accertamento tecnico finalizzato a chiarire ulteriori dettagli della vicenda. Per il ventenne è stata disposta la custodia in carcere a Torino, in attesa dell'udienza di convalida del fermo fissata per mercoledì 23 settembre davanti al giudice per le indagini preliminari.
L'inchiesta resta affidata alla Procura della Repubblica di Torino, che nelle prossime ore dovrà valutare gli elementi raccolti e la posizione del giovane nel prosieguo dell'iter processuale.
Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.
