Franzoni e Paris, l'argento e il bronzo che accendono l'Italia sulla Stelvio
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Redazione Sport
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La discesa libera maschile sulla mitica Stelvio, un tracciato che da sempre seleziona i più coraggiosi e i più precisi, ha regalato all'Italia un doppio podio che profuma di storia e di futuro. A vincere è stato lo svizzero Franjo Von Allmen, ma a catturare l'attenzione e il cuore sono stati i due azzurri, Giovanni Franzoni e Dominik Paris, capaci di trasformare una giornata di gare in un racconto di passione che va ben oltre il cronometro. Franzoni, classe 1999, ha conquistato l'argento alla sua prima apparizione olimpica, confermando in pochi mesi una progressione già iniziata con la vittoria a Kitzbühel, mentre Paris, alla sua quinta Olimpiade, ha finalmente agguantato il bronzo che mancava al suo palmarès leggendario, chiudendo la gara a soli cinquanta centesimi dal primo posto.
Il sogno olimpico di un esordiente e il coronamento di una carriera
"Essere attaccato al primo, vincere la medaglia e condividere il podio con una leggenda come Paris mi dà solo fiducia e orgoglio", ha dichiarato Franzoni, parlando a Sky Sport subito dopo la gara. Le sue parole, dense di emozione, rivelano non solo la soddisfazione per il risultato, ma anche la consapevolezza di un percorso che si sta compiendo a ritmo serrato. La dedica della medaglia a Matteo Franzoso, amico e compagno di squadra scomparso tragicamente in un incidente in allenamento, aggiunge un profondo strato di significato alla sua performance: "La dedica a Franzoso è per tutta la stagione che sto facendo, sono riuscito a trasformare questo evento in un'energia incredibile che mi spinge in ogni gara a dare il massimo". Una dedica che trasforma il ricordo in una forza propulsiva, evidente nella sua discesa definita "incantevole" dall'analista Paolo De Chiesa.
La soddisfazione di un re che scrive l'ultimo capitolo
Per Dominik Paris, il cui nome è da oltre un decennio sinonimo di discesa libera italiana, il bronzo olimpico rappresenta il giusto sigillo a una carriera di assoluto rilievo. De Chiesa, commentando per il Dolomiti, non ha usato mezzi termini nel definirlo "il più grande discesista italiano di sempre", aggiungendo di essere "davvero contento" per lo sciatore che "si meritava la soddisfazione di una medaglia olimpica per chiudere una carriera da 'Re' della discesa". Appuntato Scelto del Gruppo Sportivo Carabinieri, Paris ha scritto a Bormio una pagina di particolare valore, ottenendo la prima medaglia olimpica personale dopo tentativi sempre sfiorati, un risultato che corona con autorevolezza il suo status di mito vivente di questo sport.
Un giorno di festa per lo sport azzurro e per i Gruppi Sportivi
La giornata olimpica, oltre al trionfo nello sci alpino, ha visto in gara altri atleti delle Fiamme Oro. Martina Di Centa, fondista, si è preparata per la prova di skiathlon, mentre nel pomeriggio era attesa sul trampolino Martina Zanitzer, specialista del salto con gli sci, tesserata con il Centro Sportivo Carabinieri dal novembre del 2025. Un raduno di atleti in divisa che sottolinea il ruolo fondamentale dei Gruppi Sportivi militari nel sistema italiano, i quali, come dimostrato dall'impresa di Paris e dalla promessa di Franzoni, continuano a essere un vivaio insostituibile di talenti e di campioni. Quello che si è visto sulla Stelvio, dunque, non è stato solo un podio, ma un intreccio perfetto tra l'esplosione di un giovane talento e il meritato riconoscimento per un campione consacrato, entrambi capaci di regalare all'Italia un'emozione doppia e indimenticabile.




