Blackout a Cuba, ennesimo collasso della rete elettrica. L’ambasciata Usa sconsiglia i viaggi
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Redazione Esteri
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L’isola di Cuba è stata nuovamente travolta da un blackout totale che, domenica scorsa, ha messo in ginocchio l’intero sistema elettrico nazionale, portando a sei il numero di collassi generali registrati dall’inizio del 2026.
Di questi, tre si sono concentrati soltanto nel mese di luglio, una frequenza che ha indotto l’ambasciata degli Stati Uniti a diramare un’allerta sicurezza attraverso i propri canali ufficiali, invitando i cittadini statunitensi presenti o in procinto di recarsi sull’isola a valutare con estrema cautela ogni spostamento e a pianificare il soggiorno tenendo conto di una situazione ormai divenuta strutturalmente critica.
L’avviso, diffuso via social, non si limita a una generica raccomandazione ma sottolinea come l’instabilità della rete cubana non sia più un’eccezione, bensì una condizione ricorrente contro cui risulta difficile, al momento, individuare soluzioni rapide ed efficaci.
L’Avana al buio tra strade deserte e quartieri senza illuminazione
Nella capitale, L’Avana, le conseguenze dell’ennesimo crollo si sono manifestate in modo immediato e tangibile: quartieri interi sono sprofondati nell’oscurità, le strade sono rimaste prive di qualsiasi fonte di illuminazione pubblica e i residenti, molti dei quali ormai abituati a questi eventi, hanno dovuto muoversi a tentoni in un contesto urbano reso irriconoscibile dall’assenza di luce.
Le immagini che giungono dall’isola mostrano cittadini che camminano lungo i marciapiedi, spesso sorreggendosi con torce elettriche o con la flebile luce dei telefoni cellulari, in attesa che la corrente venga ripristinata; ma il ripristino, come dimostrato dagli ultimi eventi, si rivela un’operazione estremamente complessa, esposta a continui intoppi e a nuove interruzioni che vanificano i progressi compiuti nei lavori di manutenzione.
La fragilità del sistema elettrico cubano tra infrastrutture obsolete e carenza di carburante
Da oltre cinque anni l’isola è alle prese con una grave crisi economica che ha progressivamente eroso la capacità di mantenere efficienti le infrastrutture energetiche, già di per sé obsolete e bisognose di interventi strutturali che i fondi statali, sempre più esigui, non consentono di realizzare.
A questo si aggiunge la cronica carenza di carburante, un problema che penalizza in modo significativo il funzionamento delle centrali termoelettriche e delle unità di generazione distribuita, costringendo le autorità a ricorrere a gravosi carichi di rotazione e a distacchi programmati che, nella pratica, finiscono per tradursi in blackout prolungati e imprevedibili.
L’Unione elettrica di Cuba, l’ente preposto alla gestione della rete, ha spiegato che il collasso di domenica è stato aggravato da condizioni meteorologiche avverse che hanno interferito con le operazioni di ripristino del Sistema elettrico nazionale, colpendo in particolare le unità di generazione che erano state riattivate dopo il guasto precedente, verificatosi a meno di 24 ore di distanza.
Un’emergenza ricorrente che mette alla prova la resilienza della popolazione
La popolazione cubana, abituata a convivere con interruzioni parziali e totali del servizio elettrico, si trova ora a fronteggiare un’emergenza che non accenna a diminuire di intensità, con blackout che si susseguono a distanza di pochi giorni e che rendono estremamente difficile la pianificazione delle attività quotidiane, dalla conservazione degli alimenti alla mobilità notturna, passando per l’accesso ai servizi essenziali.
Le autorità locali, pur avendo avviato le procedure per il ripristino della rete, non hanno fornito tempistiche certe per il ritorno alla normalità, limitandosi a segnalare che i tecnici stanno lavorando senza sosta per risolvere le criticità emerse durante le fasi di riconnessione; nel frattempo, l’ambasciata statunitense ha ribadito che la situazione resta fluida e potenzialmente pericolosa per chi non sia adeguatamente preparato a gestire lunghi periodi senza energia elettrica, raccomandando di posticipare ogni viaggio non strettamente necessario fino a quando non si registrerà un
Miglioramento stabile delle condizioni della rete.
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