Mps, il Tesoro sceglie Lovaglio e il caso Mediobanca incalza
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Redazione Economia
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La partita per i vertici di Banca Monte dei Paschi di Siena, il cui rinnovo è atteso ad aprile, conosce una svolta significativa. Fonti vicine alla vicenda hanno infatti indicato che il ministero dell'Economia, guidato da Giancarlo Giorgetti, si è espresso a favore della riconferma dell'attuale amministratore delegato, Luigi Lovaglio, dichiarando che non sosterrà liste con candidati alternativi. Una presa di posizione, questa, che arriva mentre il consiglio di amministrazione della banca è ancora impegnato nelle discussioni per la scelta del nome da proporre all'assemblea. La situazione, peraltro, si intreccia con un'indagine della magistratura sull'operazione Mediobanca, la quale, senza scendere nei particolari procedurali, aggiunge un ulteriore elemento di complessità al già delicato iter di formazione della nuova governance.
I nodi da sciogliere in consiglio
Il prossimo appuntamento cruciale è fissato per il 22 gennaio, quando il cda dovrà avviare formalmente la procedura per il rinnovo dei vertici, occupandosi anche della designazione di una società specializzata nella ricerca di manager. In questo contesto, l'orientamento del Tesoro rappresenta un segnale politico di rilievo, sebbene sia necessario ricordare che lo stesso ministro Giorgetti aveva in precedenza sottolineato come la quota pubblica in Mps sia ormai scesa sotto la soglia del 5%, ribadendo la volontà di mantenere un profilo di socio silente. Una dichiarazione che lascia intendere come l'appoggio a Lovaglio non si tradurrà necessariamente in un intervento diretto nella composizione delle liste, lasciando spazio a un negoziato che coinvolge tutti gli azionisti di riferimento.
Lo scenario di mercato e il quadro internazionale
Le vicende interne alla banca senese si collocano in uno scenario finanziario più ampio, caratterizzato da una persistente incertezza. I mercati azionari europei, infatti, mostrano una certa debolezza, influenzati da tensioni commerciali tra gli Stati Uniti, ora guidati nuovamente dal presidente Donald Trump, e l'Europa su questioni geopolitiche come quelle relative alla Groenlandia. Il principale indice italiano ha così aperto la seduta scendendo sotto una soglia psicologica importante, mentre anche Wall Street si preparava a un avvio in negativo. In tale clima, la definizione di una governance solida e condivisa per Mps diventa un fattore ancor più cruciale per la stabilità dell'istituto e per la fiducia degli investitori.
Le implicazioni di una scelta attesa
La possibile riconferma di Lovaglio, che ha gestito la complessa fase del riassetto patrimoniale e del piano industriale, viene dunque a configurarsi come l'ipotesi maggiormente probabile, sostenuta dall'azionista di riferimento. Restano, tuttavia, alcuni elementi di attrito e di attesa, legati sia alla posizione di altri grandi stakeholder, sia all'evolversi delle indagini giudiziarie che toccano alcuni passaggi della recente storia della banca. Il percorso verso l'assemblea di aprile, pertanto, sarà seguito con estrema attenzione, poiché il suo esito avrà riflessi non solo sulla futura strategia di Mps ma anche sul più generale equilibrio del sistema bancario nazionale.




