Genoa-Udinese, un primo tempo da dimenticare: i friulani non esistono, i padroni di casa colpiscono due traverse
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Redazione Sport
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Il primo tempo del Luigi Ferraris si chiude sul punteggio di 0-0, un risultato che, a guardare la mole di gioco espressa dai padroni di casa, appare persino bugiardo. Perché se è vero che il Genoa ha costruito, ha macinato gioco e ha messo in seria difficoltà la retroguardia ospite, è altrettanto vero che manca quel guizzo decisivo, quella concretezza che trasforma le occasioni in gol. E di occasioni, ne sono capitate eccome. Malinovskyi e Colombo, entrambi, hanno visto il loro tentativo infrangersi contro la traversa -1-5; due legni colpiti che raccontano meglio di qualsiasi statistica la supremazia territoriale dei liguri, una supremazia che però al momento non si è tradotta in vantaggio numerico sul tabellone.
Dal canto suo, l’Udinese sta disputando una frazione di gioco che si potrebbe definire “evanescente”, un aggettivo che calza a pennello per descrivere l’atteggiamento di alcuni dei suoi uomini chiave. Zaniolo e Atta, quelli che dovrebbero accendere la luce nel reparto offensivo friulano, stentano a entrare in partita, risultando spesso tagliati fuori dalle trame manovriere avversarie o, peggio ancora, incapaci di fare da filtro quando il Genoa riparte. Una sola conclusione degna di nota per gli ospiti, quella di Kabasele sugli sviluppi di un calcio d’angolo, ma che non ha impensierito più di tanto Bijlow. C’è un’evidente difficoltà nell’impostazione, con la manovra che spesso si arena a centrocampo, dove Ekkelenkamp e i suoi compagni faticano a contrastare la pressione incessante di Frendrup e degli esterni genoani.
La partita, valida per la trentesima giornata di Serie A, si gioca su ritmi alti, almeno per quanto riguarda la spinta dei padroni di casa. Il tecnico del Genoa, forte delle due vittorie consecutive contro Roma e Verona che avevano portato i rossoblù a quota 33 punti, ha schierato una squadra offensiva, con Messias e Malinovskyi a supporto di Vitinha e Colombo. Proprio Malinovskyi si è dimostrato il più vivace, un’autentica spina nel fianco per la difesa a tre dell’Udinese composta da Solet, Kabasele e Kristensen. La sua conclusione su punizione dal limite, quella che ha fatto tremare la traversa, è stata un’esecuzione quasi perfetta, ma il destino ha detto no.
Nel finale di tempo, l’inerzia sembrava essere tutta dalla parte dei liguri. Il destro di Vitinha dal limite, deviato in angolo dalla difesa, è stato l’ultimo sussulto di un primo tempo che poteva e doveva essere sbloccato. Il quarto uomo ha decretato un solo minuto di recupero, un tempo forse troppo esiguo per le numerose interruzioni che hanno caratterizzato la fase centrale del primo tempo, ma sufficiente per certificare una verità: il Genoa ha dominato, l’Udinese ha subito. Per i padroni di casa, il monito è quello di essere più cinici sotto porta; per gli ospiti, invece, serve un cambio di marcia radicale. Senza Zaniolo e Atta in palla, la risalita in campo diventa un’impresa titanica.
Un recupero fotocopia e le formazioni annunciate
Prima del fischio d’inizio, le attese erano concentrate sui duelli individuali, in particolare quello tra Messias e Zaniolo, due giocatori chiamati a fare la differenza sulle fasce. Il Genoa, che schierava Baldanzi e Masini inizialmente dati in dubbio, ha optato per una soluzione offensiva che nelle intenzioni doveva mettere in difficoltà la retroguardia ospite sin dai primi minuti. E così è stato, almeno nella costruzione delle occasioni. La statistica del possesso palla, se disponibile, racconterebbe con ogni probabilità una storia di dominio territoriale genoano, un possesso però sterile se non finalizzato.
Sull’altra sponda, l’Udinese ha cercato di arginare l’avanzata avversaria affidandosi alla fisicità di Davis e alla velocità di Zaniolo, che però sono rimasti troppo spesso isolati. La difesa a tre, pur dimostrandosi solida in alcune circostanze (come nella deviazione del tiro di Vitinha), ha subito la mobilità degli attaccanti genoani, in particolare Colombo, che con i suoi movimenti in area ha creato più di un grattacapo. L’assenza di un filtro efficace a centrocampo ha costretto Kabasele e Solet a uscite talvolta azzardate, rischiando di lasciare spazi pericolosi alle spalle.
Il primo tempo si è dunque concluso con un risultato di parità che non rispecchia quanto visto in campo. Il Genoa ha collezionato conclusioni a ripetizione, quattro delle quali clamorose, sfiorando il gol in più circostanze. La traversa, colpita prima da Malinovskyi con una punizione dal limite e poi da Colombo su assist del solito Malinovskyi, è diventata la protagonista negativa della serata per i tifosi di casa. L’Udinese, di contro, ha concluso la prima frazione senza quasi mai impensierire Bijlow, mostrando un gap evidente nella qualità della manovra e nella capacità di reagire alla pressione avversaria.
Ora, l’intervallo servirà ai due tecnici per ridisegnare le strategie. Per il Genoa, l’imperativo è continuare a premere sull’acceleratore, magari variando qualcosa negli ultimi sedici metri per evitare la trappola del fuorigioco o per trovare la giocata decisiva in mezzo a una difesa che, nonostante la sofferenza, è riuscita a restare inviolata. Per l’Udinese, invece, è necessario un risveglio immediato: se Zaniolo e Atta non si accenderanno, come suggerito dalle cronache del primo tempo, il rischio di uscire da Genova a mani vuote è concreto, complicando ulteriormente una classifica che, con il Napoli vittorioso nell’altro anticipo, potrebbe diventare improvvisamente più corta in zona retrocessione.
Le chiavi tattiche e l’inerzia del match
La lettura del primo tempo passa inevitabilmente attraverso l’interpretazione dei singoli ruoli. Il Genoa, schierato con un 3-5-2 speculare a quello dell’Udinese, ha trovato sulla corsia di destra con Norton-Cuffy e Messias una fonte costante di pericolo, mentre Malinovskyi, agendo da trequartista, ha goduto di una libertà di movimento inusuale, accentrandosi per dettare i tempi o accentrare la conclusione. La sua capacità di calcio da fermo, già messa in mostra con la traversa, resta un’arma letale che l’Udinese ha faticato a disinnescare senza ricorrere a falli tattici che hanno portato a qualche cartellino giallo di troppo.
Per l’Udinese, il reparto più in sofferenza è stato la mediana. Karlstrom e Ekkelenkamp, pur essendo numericamente in parità con i pari ruolo avversari, sono stati spesso superati dalla velocità di esecuzione dei genoani. Atta, chiamato a fare da raccordo tra centrocampo e attacco, non è riuscito a fornire il supporto necessario a Zaniolo e Davis, costringendo i due a venire incontro per cercare palla, spopolando così l’area di rigore. Questo movimento ha reso l’attacco friulano prevedibile e facilmente arginabile dalla coppia di centrali difensivi del Genoa, che hanno gestito senza troppi patemi le sporadiche sortite ospiti.
L’aspetto fisico ha giocato un ruolo determinante, come testimoniato dalle interruzioni per infortunio di Ellertsson e Colombo, che hanno spezzato il ritmo in alcuni momenti cruciali. Nonostante ciò, il Genoa ha mantenuto alta l’intensità, sfruttando ogni palla inattiva per creare scompiglio. Sul finire del tempo, l’Udinese ha provato ad alzare il baricentro, ma la ripartenza corta di Zaniolo, che invece di puntare l’uomo ha optato per una scelta inappropriata, ha spento l’unico barlume di reazione. Un episodio che sintetizza perfettamente la serata opaca degli ospiti.
Con l’avvio della ripresa alle porte, la sfida si giocherà sulla capacità di reazione degli ospiti e sulla lucidità dei padroni di casa nel capitalizzare le occasioni. L’Udinese, reduce da un primo tempo da dimenticare, deve trovare immediatamente quei segni di vita che sono mancati; il Genoa, forte di un’evidente superiorità tecnica e atletica, dovrà evitare la frustrazione di una partita che rischia di complicarsi se non sbloccata in fretta. Il pubblico del Ferraris spinge, ma il 0-0 alla pausa sa di occasione persa.
Meta Description: Genoa e Udinese chiudono il primo tempo sullo 0-0 al Ferraris. Malinovskyi e Colombo colpiscono la traversa, ospiti evanescenti con Zaniolo fuori partita. La cronaca del match.




