L'Atalanta naufraga a Udine, una sconfitta che fa rumore

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La trasferta udinese, che si è conclusa con un rovescio per l'Atalanta, è stata caratterizzata da una presenza illustre in tribuna, quella del presidente Antonio Percassi, il quale, nonostante gli impegni e la non comodità del viaggio, aveva raggiunto in auto la città friulana nella mattinata stessa dell'incontro, dove il figlio Luca, anch'egli presente, si trovava già dal giorno precedente insieme al gruppo di giocatori. Una sconfitta, quella maturata sul campo dell'Udinese, che ha inevitabilmente offuscato il rientro a Bergamo dei due, i quali, seppur condividendo la medesima amarezza per l'esito della partita, hanno scelto modalità di viaggio differenti per il ritorno: Antonio in automobile e Luca in aereo insieme alla squadra.

Un contesto grigio per una prestazione opaca

L'atmosfera che ha accolto la sfida al Dacia Arena rifletteva pienamente una tipica giornata d'autunno, con un cielo plumbeo e una pioggia fine ma insistente che, senza essere torrenziale, contribuiva a dipingere un quadro di generale malinconia, preannunciando quasi l'incombente arrivo della stagione fredda. In questo scenario, la squadra bergamasca ha offerto una delle sue prove più deludenti dell'anno, un paradosso reso ancor più evidente dai numeri di un possesso palla superiore al sessanta percento, il quale, tuttavia, non si è mai tradotto in una reale minaccia per la porta avversaria, tanto da non produrre nemmeno un tiro in porta.

Le scelte tattiche e il dogma di una difesa a tre

Il tecnico Jurić, nel tentativo di ridare smalto all'attacco, ha operato scelte significative, optando per un tridente offensivo inedito e, cosa non da poco, reintroducendo un centravanti di ruolo come Scamacca, affiancato da Samardžić e Kamaldeen all'interno del consueto modulo 3-4-2-1. Questa riconfigurazione, che mirava a una maggiore fisicità e a ricercare profondità dopo le ultime uscite sottotono, ha visto peraltro l'esclusione dall'undici iniziale di elementi di peso come De Ketelaere e Lookman, una decisione che denotava la volontà di variare gli interpreti e i ritmi della manovra offensiva, concedendo al contempo un turno di riposo a due dei giocatori più impiegati in questa prima parte di stagione.

La moviola e le decisioni arbitrali

Sul fronte arbitrale, la direzione di gara di Fabbri non ha sollevato particolari criticità, gestendo con semplicità una partita povera di episodi controversi. L'unico momento di potenziale discussione è stato l'annullamento del gol di Sulemana, una decisione sulla quale, però, l'analisi successiva ha confermato la correttezza del giudizio del direttore di gara, il quale è stato unanimemente giudicato con un voto sufficiente per una prova complessivamente vicina all'azione e caratterizzata da interventi salvi, come quello su un tiro di Bellanova, sui quali non sono sorti dubbi.

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