Il mercato immobiliare bresciano corre: crescono vendite e prezzi

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il mercato immobiliare bresciano, che già negli ultimi due anni aveva mostrato timidi segnali di ripartenza dopo il rallentamento legato alla fase pandemica e il successivo ristagno del 2023, ha consolidato la sua traiettoria ascendente nel corso del 2025. A certificarlo, con il consueto rigore analitico, è il primo Osservatorio Immobiliare 2026 di Nomisma, il cui rapporto è stato presentato ieri all’UniCredit Tower Hall di Milano. L’indagine, che si concentra su tredici mercati intermedi distribuiti tra Nord, Centro e Sud Italia, restituisce l’immagine di una città – Brescia – dove la domanda non solo è tornata a premere con forza, ma ha anche accelerato i tempi delle negoziazioni, comprimendo gli stock invenduti e spingendo verso l’alto i valori delle transazioni. In pratica, più acquirenti cercano, più le compravendite si chiudono rapidamente e più i prezzi, di conseguenza, lievitano.

Numeri in doppia cifra per le compravendite bresciane

I dati forniti dall’Agenzia delle Entrate, che costituiscono la base fattuale dell’osservatorio, parlano chiaro: nel solo comune di Brescia sono state concluse 3.199 transazioni residenziali, un volume che rappresenta un incremento del 7,9% rispetto al 2024. Un balzo, questo, che assume un rilievo particolare se letto sullo sfondo della flessione registrata in altre piazze similari. Basti pensare a Bergamo, dove il comparto residenziale – sebbene solido e dinamico – ha dovuto fare i conti con un calo dei volumi delle compravendite pari al 4,7% su base annua, pur accompagnato da una vivace crescita dei prezzi. A Modena, invece, dopo tre anni consecutivi di contrazione, il mercato è finalmente tornato a espandersi, sebbene con un’intensità diversa rispetto a quella bresciana. La ripresa bresciana, dunque, non è un fenomeno generalizzato ma assume i contorni di una corsa localizzata, alimentata da una convergenza quasi perfetta tra la cifra richiesta dai venditori e quella che gli acquirenti sono disposti a offrire.

Prezzi in salita, con differenze tra nuovo e usato

Sul versante dei valori, l’Osservatorio di Nomisma rileva una progressione che interessa trasversalmente diverse tipologie di immobili, seppur con intensità variabili. L’incremento delle quotazioni, che a Brescia si accompagna alla riduzione dei tempi di vendita, è stato trainato soprattutto dal residenziale usato, la cui domanda – alimentata da chi cerca soluzioni immediate senza attendere tempi di costruzione – ha generato una pressione al rialzo difficile da ignorare. Per avere un termine di paragone, a Bergamo gli immobili in ottimo stato hanno visto aumentare le proprie quotazioni del 2,5%, mentre il comparto dell’usato ha fatto segnare un +4,2%. Pur non essendo disponibile per Brescia una scomposizione identica, il trend evidenziato dal rapporto suggerisce che la dinamica dei prezzi nella città lombarda segua un andamento altrettanto sostenuto, se non superiore in alcuni segmenti di mercato. La crescita, va detto, non appare affatto casuale: è la diretta conseguenza di un’intensità della domanda che non accenna a diminuire, e di una fiducia – misurata indirettamente dal numero di contratti stipulati – che ha ormai sostituito le incertezze del triennio precedente.

Un recupero consolidato, senza ombre speculative

Ciò che rende peculiare il momento bresciano, a differenza di altre realtà esaminate dallo studio Nomisma, è la capacità del mercato di assorbire l’aumento dei prezzi senza innescare meccanismi di stallo. A Modena, per esempio, la ripresa è stata sostenuta proprio dalla maggiore convergenza tra prezzo richiesto e prezzo offerto, ma i volumi sono cresciuti meno che a Brescia. Qui, invece, il numero di transazioni ha toccato quota 3.199, un dato che – in assenza di bolle speculative o di interventi normativi straordinari – testimonia una solidità di fondo. La flessione bergamasca (-4,7% nelle compravendite) serve da contraltare: non ovunque l’aumento dei valori si traduce in più scambi. A Brescia, invece, il circolo virtuoso sembra essersi perfettamente innescato, con venditori e acquirenti che trovano un punto di equilibrio a livelli di prezzo via via più elevati. Il 2025, pertanto, ha rappresentato per la città il momento della consolidazione, lasciandosi definitivamente alle spalle lo stallo del 2023 e la lunga scia di rallentamenti post-pandemici.

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