Attacco russo a Sumy, sette morti in un dormitorio scolastico

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Nella notte tra lunedì e martedì, un nuovo attacco russo ha colpito la regione nord-orientale dell'Ucraina, precisamente a Sumy, causando la morte di sette persone, tra cui un bambino. L'attacco, condotto da un drone, ha preso di mira un dormitorio di una scuola, provocando il crollo dell'edificio e lasciando diverse persone intrappolate sotto le macerie. Le autorità locali, impegnate nelle operazioni di soccorso, hanno confermato che tra le vittime ci sono anche studenti e personale scolastico.

L'area di Sumy, situata al confine con la regione russa di Kursk, è stata teatro di intensi combattimenti negli ultimi mesi, con le forze ucraine che hanno lanciato un'offensiva ad agosto, riuscendo a occupare parte del territorio. Questo attacco rappresenta l'ennesimo episodio di una guerra che continua a mietere vittime civili, nonostante i tentativi di negoziato e le pressioni internazionali per una cessazione delle ostilità.

Nel frattempo, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha parlato di una possibile fine del conflitto entro il 2025, un'affermazione che, sebbene ottimistica, non tiene conto delle complesse dinamiche geopolitiche e delle resistenze interne ed esterne. Zelensky, spesso criticato per il suo passato da attore e per la sua vicinanza agli Stati Uniti, ha sottolineato la necessità di un sostegno continuo da parte dell'Europa e degli USA per raggiungere una pace duratura.

Dall'altra parte, il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha dichiarato che un dialogo con l'ex presidente americano Donald Trump potrebbe aprire la strada a una soluzione pacifica, a patto che vengano ascoltate le preoccupazioni della Russia

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