Sparatoria a Örebro: dieci morti in una scuola per adulti

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Un uomo armato, sui 35 anni, ha aperto il fuoco ieri pomeriggio all’interno del Campus Risbergska, un istituto superiore pubblico situato a Örebro, città svedese a circa 200 chilometri a nord-ovest di Stoccolma. La sparatoria, avvenuta intorno alle 12.30, ha lasciato sul campo almeno dieci vittime, tra cui lo stesso aggressore, che si è tolto la vita dopo aver agito in solitaria. I feriti, invece, sono almeno quindici, alcuni dei quali in condizioni critiche.

Il Campus Risbergska, noto per ospitare corsi di formazione rivolti anche ad adulti e migranti, è stato teatro di una scena di panico: studenti e insegnanti si sono barricati nelle aule, mentre le forze dell’ordine, tra cui unità speciali, sono intervenute tempestivamente per mettere in sicurezza l’edificio. Le immagini di chi si nascondeva sotto i banchi, i colpi di arma da fuoco e le sirene delle ambulanze hanno riportato alla mente tragedie simili, spesso associate agli Stati Uniti, ma che sempre più frequentemente si verificano anche in Europa.

Le indagini preliminari, condotte dalla polizia svedese, hanno escluso il movente terroristico, sottolineando come l’aggressore non fosse noto alle autorità e non avesse precedenti penali. Nonostante ciò, il gesto ha lasciato un’intera città sotto shock, in un Paese come la Svezia, dove episodi di questa portata sono rari. Örebro, cittadina medievale di circa 126.000 abitanti, è oggi al centro di un dibattito che va oltre i confini nazionali, sollevando interrogativi sulla sicurezza e sull’accesso alle armi.

La dinamica dell’attacco, ancora in fase di ricostruzione, sembra confermare che l’uomo abbia agito senza complici, utilizzando un’arma automatica. Dopo aver seminato il panico, si è suicidato, lasciando dietro di sé una scia di dolore e domande senza risposta. Le autorità hanno assicurato che non sussistono ulteriori pericoli per la popolazione, ma il trauma per chi ha vissuto quei momenti rimarrà a lungo.

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