Il ritorno di Antonelli tra gli abbracci di Bologna e la sorpresa per la dedica di Sinner: "Ora tagliatelle e amici"

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Redazione Sport Redazione Sport   -   L’aereo privato con i colori della Mercedes, atterrato nel primo pomeriggio di lunedì 16 marzo al Marconi di Bologna, ha riportato a casa non solo un pilota, ma un pezzo di storia dello sport italiano dimenticato da vent’anni. Andrea Kimi Antonelli, appena diciannovenne, è sceso dalla scaletta con il casco ancora sottobraccio e lo sguardo di chi quella domenica da sogno sul circuito di Shanghai, dove ha vinto il Gran Premio di Cina regalando all’Italia un successo che mancava dai tempi di Giancarlo Fisichella in Malesia nel 2006, non l’ha ancora elaborata del tutto. Ad accoglierlo, un viavai incessante di fotografi e tifosi che hanno trasformato l’area arrivi in un piccolo palco a cielo aperto, tra applausi e richiami. Il giovane emiliano, interdetto ma composto, si è fermato a parlare con i cronisti presenti, lasciando trapelare l’emozione per una doppia festa, quella sua e quella di un altro fenomeno azzurro, Jannik Sinner, che poche ore prima del suo trionfo in F1 aveva alzato il trofeo a Indian Wells.

"Cosa mi ha colpito di più in queste ore? I messaggi, tantissimi, ma devo ammettere che sono rimasto sorpreso dalla dedica di Jannik", ha raccontato Antonelli con un filo di voce ancora roco per la stanchezza del viaggio. Il tennista altoatesino, infatti, dopo essersi aggiudicato il Masters 1000 californiano battendo Medvedev in due set, ha preso la telecamera a bordo campo e, infrangendo la sua consueta riservatezza, ha scritto "Bravo Kimi", salvo poi dedicargli un pensiero più articolato durante la premiazione ufficiale. Un gesto che il pilota della Mercedes ha molto apprezzato, tanto da raccontare di aver già contattato Sinner per ricambiare gli elogi via messaggio, cementando ulteriormente quel legame nato negli ultimi mesi e fatto di stima reciproca tra due ragazzi che condividono la pressione e la gloria di rappresentare l’Italia ai massimi livelli mondiali in due discipline diverse.

Un bagno di folla e il richiamo della normalità

L’aeroporto bolognese, che solitamente vede transitiare manager e pendolari, si è trasformato per l’occasione in un set fotografico improvvisato. Antonelli, intercettato anche da Sky Sport, si è concesso ai cronista con pazienza, parlando non solo di pista ma anche di ciò che lo attende nelle prossime ore, lontano dai box e dai cronometri. "Ora? Ho una gran voglia di staccare, di mangiare qualcosa di buono con le persone a cui voglio bene", ha confessato il diciannovenne, lasciando intendere che il primo vero desiderio dopo la cavalcata cinese sia quello di sedersi a tavola con famiglia e amici, magari per un piatto di tagliatelle fatte in casa, lontano dal fragore dei motori e dai flash dei riflettori.

La leggenda Tomba e l'eredità di un successo atteso

Tra le voci che hanno voluto celebrare il suo trionfo, non è mancata quella di Alberto Tomba, altro mito dello sport italiano. "I miei genitori mi hanno sempre parlato di lui come di un eroe, da piccoli interrompevano quello che stavano facendo per guardarlo in televisione", ha aggiunto Antonelli, visibilmente lusingato dall'interesse del "Tomba nazionale" nell'incontrarlo. Il riferimento alla leggenda dello sci, così come il calore ricevuto all'arrivo, fotografano l'impatto che questa vittoria ha avuto ben oltre gli appassionati della disciplina: un ritorno al vertice che riaccende l'entusiasmo attorno a un ragazzo cresciuto nel vivaio Mercedes e ora proiettato in una dimensione completamente nuova.

Un rientro da protagonista con lo sguardo già al presente

L’accoglienza riservata al pilota, con i social dello scalo bolognese che hanno documentato l’evento in tempo reale, ha confermato la portata mediatica dell’impresa. Antonelli, che con questa vittoria è diventato il secondo più giovane di sempre a vincere un Gran Premio, ha però dribblato qualsiasi proiezione futura, concentrandosi sulla fatica e sulla gioia del momento presente. Il suo sbarco in terra emiliana, tra selfie e strette di mano, ha chiuso il cerchio di un weekend perfetto: iniziato con la pole position, proseguito con il trionfo iridato e culminato con un rientro trionfale che sa di nuovo inizio, pur senza proclami o voli pindarici, restando con i piedi ben piantati sul suolo di casa.

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