Rapporto Censis 2024, italiani minacciati dagli stili di vita dei migranti
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Redazione Interno
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Il Rapporto Censis 2024, presentato oggi, dipinge un quadro di una società italiana turbata dalle crisi internazionali e in continuo cambiamento, preoccupata dai contraccolpi dei flussi migratori. Il 57,4% degli italiani si sente minacciato dagli stili di vita dei migranti, un dato che evidenzia come le questioni identitarie tendano a sostituire le istanze delle classi sociali tradizionali. Oltre al cambiamento climatico e agli esiti della guerra in Medioriente, il tema dei migranti costituisce un capitolo importante del report.
L'aziendalizzazione della sanità pubblica e il suo impoverimento a favore di quella privata, la programmatica perdita del potere d'acquisto dei salari, la precarietà strutturale e il crollo dell'aspettativa di una pensione in una vita senza tutele sono gli effetti prodotti da 40 anni di politiche neoliberali adottate in Italia senza un'opposizione significativa. Nel 58esimo rapporto sulla situazione sociale del paese, presentato ieri al Cnel nella villa Lubin a Roma, il Censis ha rilevato questa tendenza negli ultimi vent’anni (2003-2023) durante i quali la spesa per il ricorso alle cure private è cresciuta del 23%.
Alessandro Rosina, noto demografo, sottolinea come l'Italia non sia ancora riuscita a trovare un percorso virtuoso capace di generare valore, crescita e benessere nel 21° secolo. Il reddito reale, calato del 7% negli ultimi vent’anni, è la conseguenza di un Paese che galleggia, schiacciato in difesa. Ci sono troppi pochi giovani e, nel frattempo, la denatalità sta riducendo la popolazione in modo preoccupante.
Un altro dato allarmante è che l’85,5% degli italiani è convinto che sia molto difficile risalire nella scala sociale.




