Il Tesoro e la Fed convocano Wall Street: allarme massimo per Mythos, la nuova ai di Anthropic

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Non è una crisi finanziaria, almeno non nel senso tradizionale del termine, a spingere Scott Bessent e Jerome Powell – rispettivamente il Segretario al Tesoro e il numero uno della Federal Reserve – a convocare d’urgenza i vertici dei colossi bancari americani. L’oggetto del summit, tenutosi martedì 7 aprile e rimasto celato al pubblico fino a oggi grazie a una fuga di notizie rivelata da Bloomberg, porta il nome di Mythos. Si tratta dell’ultimo, potentissimo modello di intelligenza artificiale sviluppato da Anthropic, la società che già in passato aveva fatto parlare di sé per l’approccio prudente alla sicurezza informatica. Stavolta, però, il livello di allerta è stato alzato al massimo: Mythos, a detta dei partecipanti a quella riunione segreta, potrebbe accedere a informazioni riservate degli utenti, e tra queste figurerebbero senza alcun dubbio anche i dati bancari più sensibili.

I big in sala: 7.200 miliardi sotto stress

A tavolo, insieme ai due superuomini dell’economia americana, si sono seduti alcuni dei banchieri più potenti del pianeta: Jane Fraser di Citigroup, Ted Pick di Morgan Stanley, Brian Moynihan di Bank of America, Charlie Scharf di Wells Fargo e David Solomon di Goldman Sachs. Insieme, le loro istituzioni amministrano una mole impressionante di capitale – circa 7.200 miliardi di dollari – e proprio per questo il timore è che Mythos possa diventare uno strumento capace di aggirare i sistemi di difesa, aprendo crepe profonde nella sicurezza cibernetica. Non si tratta, come qualcuno potrebbe affrettarsi a pensare, di un semplice aggiornamento tecnologico: il modello di Anthropic avrebbe la capacità di facilitare hacking su larga scala e attacchi coordinati, una prospettiva che ha fatto scattare la «Santa alleanza» tra Wall Street, Casa Bianca e Fed. Un’alleanza tanto improvvisa quanto inedita, se si considera che fino a ieri gli stessi attori si combattevano su ogni fronte, dalla regolamentazione bancaria alla politica monetaria.

La guerra con il Pentagono e la frenata di Anthropic

Mentre prosegue senza sosta la tensione tra Dario Amodei, il fondatore di Anthropic, e il Pentagono – una frattura mai realmente ricucita dopo le divergenze sull’uso militare delle precedenti versioni dei loro modelli – l’azienda ha deciso di frenare il lancio di Mythos. La ragione, hanno spiegato fonti vicine al dossier, è legata proprio ai rischi di cybersicurezza che lo stesso team di sviluppo ha individuato al proprio interno. Una circostanza, quest’ultima, che segna una svolta epocale nel settore dell’intelligenza artificiale: per la prima volta, la corsa sfrenata alla diffusione di massa lascia il passo a una gestione consapevole dei rischi sistemici. Non è stata una riunione come le altre, insomma, e il fatto che il Tesoro abbia chiamato i ceo bancari per discutere di un algoritmo – e non di tassi d’interesse o di liquidità – lo dimostra senza bisogno di ulteriori spiegazioni.

L’allarme che viene dalla tecnologia

A Washington, il segnale è stato chiaro: la partita tra innovazione e stabilità finanziaria è entrata in una fase critica, e nessuno può più permettersi di guardare dall’altro lato. Mythos, nelle valutazioni dei tecnici che hanno partecipato al vertice, potrebbe essere impiegato per estrarre informazioni protette da segreto bancario, oppure per orchestrare attacchi coordinati a più istituzioni contemporaneamente. E se è vero, come è vero, che Anthropic ha sempre rivendicato un approccio etico allo sviluppo, è altrettanto vero che il potenziale distruttivo dello strumento – nelle mani sbagliate – ha spinto i regolatori a intervenire prima ancora che il modello venisse rilasciato. La paura, si sa, fa la forza, e in questo caso ha generato un’alleanza tanto insolita quanto necessaria: quella tra chi la tecnologia la produce, chi la finanzia e chi dovrebbe impedire che diventi un’arma.

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