Per la prima volta in 35 anni nessun brano rap nella top 40 di Billboard

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Per la prima volta in trentacinque anni, un periodo che ha visto l'ascesa e la consolidazione dell'hip hop come colonna portante della cultura popolare globale, la classifica Billboard Hot 100, quella che fa da termometro ufficiale al successo musicale negli Stati Uniti, registra un'assenza che ha il sapore di uno spartiacque. Nella settimana compresa tra il 19 e il 25 ottobre, scorrendo le prime quaranta posizioni, non si rinviene infatti neppure un singolo brano che possa essere ascritto al genere rap, un vuoto che non si verificava da febbraio del 1990. All'epoca, l'ultima canzone di quel genere a sfiorare la vetta era "Just A Friend" di Biz Markie, la quale, attestandosi al numero 41, aveva di lì a poco spianato la strada a un'era di dominio incontrastato, durata quasi trentasei anni.

Un'era che si chiude, per ora

Quella striscia, lunga otto mesi e tre settimane, si è dunque interrotta, lasciando spazio a riflessioni sulle dinamiche del mercato musicale contemporaneo. A tenere alto, seppur a distanza, il vessillo del genere è attualmente il duetto "Safe" di Cardi B e Kehlani, il quale, nonostante la sua notorietà, stenta a risalire la graduatoria e si posiziona soltanto al quarantaquattresimo posto. Una situazione che alcuni osservatori attribuiscono a una congiuntura temporanea, legata forse a un calendario di pubblicazioni discografiche particolarmente povero di uscite di grandi nomi del rap, mentre altri vi scorgono un segnale più profondo di un cambiamento di gusti nel pubblico.

Le ragioni di un vuoto inatteso

Sebbene sia prematuro parlare di un declino strutturale per un genere che, negli ultimi cinquant'anni, ha influenzato in modo indelebile non solo la musica ma anche il linguaggio, la moda e le dinamiche sociali, l'evento in sé merita di essere analizzato. La classifica Billboard, con i suoi criteri che ponderano le riproduzioni streaming, le vendite digitali e le trasmissioni radiofoniche, funge da barometro preciso dei consumi culturali; l'assenza del rap dalla sua porzione più rilevante, quella che garantisce la massima esposizione, indica uno spostamento, seppur momentaneo, dell'attenzione collettiva. Ciò non significa che l'hip hop abbia esaurito la sua carica innovativa, ma che il panorama sonoro sta vivendo una fase di transizione, con altri generi che conquistano temporaneamente la scena.

Uno sguardo al futuro prossimo

La storia della musica, del resto, è costellata di cicli e di momenti in cui un determinato stile, dopo aver a lungo dettato legge, cede il passo per poi magari ritornare con rinnovato vigore. La mancanza di rappresentanti del genere nella top 40, un fatto che di per sé sarebbe stato impensabile soltanto un decennio fa, potrebbe essere il preludio a una riorganizzazione delle forze in campo. Molti di essi, dopotutto, continuano a essere ascoltati e a generare un indotto considerevole, pur restando al di fuori di quella che è considerata la zona più calda della hit parade. Resta da vedere se si tratti di una semplice pausa o dell'inizio di una nuova era, mentre l'industria discografica osserva con attenzione ogni oscillazione dei dati.

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