L’hantavirus tra focolaio e teorie complottiste: l’Oms e il fantasma del Covid
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Redazione Salute
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Tenerife si è trasformata in queste ore nel palcoscenico di una vicenda che mescola cronaca, scienza e un’inquietante eco di déjà-vu. Mentre la nave da crociera MV Hondius si avvicina alle coste spagnole con a bordo un focolaio di Hantavirus che ha già causato tre vittime e diversi contagi, il direttore generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha sentito il bisogno di intervenire direttamente. «Come ho scritto oggi in un messaggio alla popolazione di Tenerife, questa situazione non è comparabile a quella del Covid», ha dichiarato ai media, cercando di placare un timore che, a suo dire, è figlio più della memoria traumatica del 2020 che della reale pericolosità del virus attuale. La sua rassicurazione si basa su un dato oggettivo: il rischio per la popolazione locale resta basso, sia per la natura del patogeno sia perché il governo spagnolo ha predisposto un protocollo d’emergenza per isolare i passeggeri senza contatti con l’esterno.
Il virus dei ratti, social e la nostalgia della “giostra” pandemica
Ciò che rende singolare questo episodio, però, non è solo la risposta sanitaria, quanto la reazione incontrollata del web. A dispetto della cautela dimostrata dall’agenzia delle Nazioni Unite – che ha ribadito come i contagi da Hantavirus restino un fenomeno circoscritto – la macchina della disinformazione si è già rimessa in moto a pieno ritmo. È bastato il focolaio sul cruzero per far sì che il repertorio della “epopea Covid” venisse integralmente rispolverato: dalle richieste di mascherine ai timori per vaccini inesistenti, passando per la caccia agli asintomatici. In questo clima di paranoia selettiva, a riemergere con prepotenza sono state perfino le citazioni della celebre serie televisiva “X-Files”. Vecchie clip, estrapolate dal film del 1998 “Enfrentate al futuro”, sono tornate virali su TikTok e X: in una di queste si parlava dell’hantavirus come di «un’arma silenziosa per una guerra silenziosa», un dettaglio che per i più suggestivi rappresenterebbe una macabra profezia avveratasi solo decenni dopo. Una profezia, per altro, già annunciata da un criptico tweet del 2022 che indicava nel 2026 l’anno del presunto contagio globale.
Moderna, i farmaci a mRna e la sottile linea tra cautela e speculazione
E se la paura alimenta le teorie del complotto, è inevitabile che essa influenzi anche i mercati finanziari. Sullo sfondo della psicosi Hantavirus, la casa farmaceutica Moderna ha visto il suo titolo guadagnare terreno in Borsa. L’azienda, che deve la sua ascesa planetaria proprio al vaccino anti-Covid a mRna, ha recentemente annunciato progressi nel suo programma di ricerca per un farmaco specifico contro questo virus. Un’efficacia, quella del vaccino a mRna, che resta tutta da dimostrare su larga scala per questa specifica zoonosi, ma che il mercato sembra già aver scontato come una certezza. Si ripropone, dunque, il meccanismo già visto nel 2020: gli esperti parlano di interventi mirati e di rilevanza epidemiologica limitata, mentre i media e gli investitori cavalcano l’onda dell’emergenza, in un perenne cortocircuito comunicativo.
Dalla nave argentina alle isole Canarie: i preparativi di un “incubo hollywoodiano”
La vicenda della MV Hondius, partita da Ushuaia prima di essere isolata in mezzo all’oceano, sembra uscita dalla trama di un film catastrofico americano. A bordo – come hanno ricostruito le autorità – si è verificato un cluster del ceppo Andes, l’unico noto per la sua capacità, seppur rarissima, di trasmettersi da uomo a uomo in contesti di estrema prossimità. L’Organizzazione Mondiale della Sanità sta coordinando le operazioni di sbarco a Tenerife, dove i 147 passeggeri e membri dell’equipaggio verranno trasferiti in un’area industriale sigillata, lontana dalle abitazioni civili, per essere immediatamente rispediti nei rispettivi Paesi d’origine. Un piano dettagliato che, come sottolinea l’Oms, dimostra come l’esperienza maturata durante la pandemia abbia affinato la reattività globale: conosciamo meglio i rischi e le cautele, anche se il vero banco di prova – ammettono gli addetti ai lavori – resta sempre la prevenzione primaria, quella che cerca di evitare il cosiddetto “spillover” animale-uomo prima ancora che la nave salpi.




