Napoli, firmato il contratto per la linea 10: sarà la prima metro a guida autonoma
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Redazione Interno
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È stata apposta la firma che conta, quella che trasforma un progetto decennale in un cantiere imminente, questa mattina nella Sala Giunta di Palazzo San Giacomo. Il contratto per la realizzazione del primo lotto della Linea 10, un’infrastruttura destinata a cambiare le geometrie della mobilità cittadina, porta le firme del sindaco Gaetano Manfredi e del presidente della Regione Campania, Roberto Fico, insieme a quelle dell’assessore alle Infrastrutture Edoardo Cosenza, del presidente di EAV Umberto De Gregorio e del ceo di Webuild Pietro Salini. L’accordo, del valore di circa 660 milioni di euro – aggiudicato a dicembre scorso al consorzio guidato da Webuild – dà il via libera alla progettazione esecutiva e alla successiva realizzazione di una prima tratta del Lotto 1. L’investimento complessivo per l’intera opera, va ricordato, supera i 3,1 miliardi, cifra che la colloca tra le infrastrutture più strategiche per il Mezzogiorno.
Ventidue minuti per unire il centro all’hub dell’alta velocità
Sarà lunga quasi quattordici chilometri, costellata da dodici stazioni, e taglierà il tempo di percorrenza tra il cuore di Napoli e la stazione AV di Napoli‑Afragola a circa venti minuti. Un collegamento essenziale, questo, destinato a servire un bacino di oltre 650mila abitanti, con l’obiettivo dichiarato – e mai così concreto – di alleggerire il traffico su gomma e di cucire meglio le maglie dell’integrazione con le reti ferroviarie regionali e nazionali. L’apertura della linea ad alta velocità Napoli‑Bari, va precisato, farà di Afragola il punto di passaggio obbligato per tutti i treni AV, trasformando quella stazione, finora considerata periferica, in un vero e proprio hub intermodale. Ecco perché questa metro, la prima a guida autonoma della città, non è solo un’opera di mobilità sostenibile, ma un pezzo decisivo della riqualificazione urbana delle aree che attraverserà.
Un lotto da 660 milioni e un’esclusiva per il futuro completamento
La tratta iniziale – quella che oggi diventa ufficialmente esecutiva – coprirà il segmento che va da Afragola Centro alla stazione Di Vittorio. Ma il contratto appena siglato prevede anche un diritto in esclusiva per il consorzio guidato da Webuild: quello di realizzare le ulteriori opere necessarie al completamento futuro dell’intera linea, un’opzione che, una volta esercitata, porterà il valore complessivo del Lotto 1 a superare abbondantemente 1,7 miliardi di euro. Nessun’altra cordata, quindi, potrà intervenire su quel tracciato, una clausola che garantisce continuità progettuale e operativa a chi ha vinto la gara. La Regione e il Comune, dal canto loro, hanno insistito molto su questo punto, per evitare i lunghi stop amministrativi che hanno afflitto altre infrastrutture cittadine in passato.
Guida autonoma, 14 chilometri e un bacino di 650mila residenti
Sarà tecnologicamente all’avanguardia, la Linea 10, con treni senza macchinista a bordo, governati da un sistema di controllo automatico che ne scandirà la marcia e le soste. Un salto generazionale, per Napoli, che fino a oggi ha visto metropolitane tradizionali e linee suburbane gestite con conducente. L’intero percorso, ripetiamolo, sfiora i quattordici chilometri, e le sue dodici fermate intercetteranno flussi pendolari oggi intrappolati in autobus e auto private. L’alleggerimento del traffico su gomma, del resto, è uno degli obiettivi numerici più attesi: si stima che ogni giorno saranno decine di migliaia i passeggeri che sceglieranno questo mezzo, contribuendo a ridurre le emissioni nell’area metropolitana. L’integrazione con le altre linee metropolitane e ferroviarie, infine, è stata disegnata per consentire interscambi rapidi, senza l’obbligo di uscire all’aperto, un dettaglio non secondario per la fruibilità quotidiana.




