Femminicidio Torzullo, i genitori di Carlomagno si tolgono la vita
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Redazione Interno
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Un nuovo, lacerante capitolo si è aggiunto alla tragedia del femminicidio di Federica Torzullo, la donna uccisa dal marito Claudio Carlomagno. I genitori di lui, Maria Messenio e Pasquale Carlomagno, sono stati trovati senza vita nella loro abitazione di Anguillara, vicino Roma, in quello che le indagini, considerato anche il biglietto lasciato all’altro figlio, interpretano senza esitazioni come un gesto suicida. La coppia, stando a quanto ricostruito, non avrebbe retto al peso dell’orrore commesso dal figlio.
L'urlo straziante e il cordoglio del vicinato
La scoperta dei corpi, avvenuta nel tardo pomeriggio di sabato, è stata annunciata dalle grida disperate della sorella di Maria Messenio, la cui voce carica di angoscia ha squarciato la quiete di via Tevere. «Non è giusto!», ha urlato più volte, in una protesta che sintetizzava l’inaccettabilità di un simile epilogo. L’anziana vicina, che di quelle urla è stata testimone diretta, ha raccontato di aver immediatamente compreso la gravità dell’accaduto, descrivendo una scena di smarrimento e dolore nel quartiere dove la coppia viveva da decenni. Davanti al civico, in seguito, sono comparsi i fiori bianchi deposti dai vigili urbani, un segno di rispetto silenzioso per una fine che ha sconvolto chi li conosceva.
Il precedente coinvolgimento e il peso dell'onta
Pasquale Carlomagno, pur essendo stato subito escluso da qualsiasi coinvolgimento materiale nel delitto della nuora, era finito per un breve periodo nel mirino delle indagini nella fase iniziale delle stesse. Le immagini di una telecamera di sicurezza, infatti, lo riprendevano la mattina del ritrovamento del di Federica Torzullo mentre attendeva invano di fronte al cancello della villetta di via Costantino, quella che la coppia di giovani condivideva e sembra stessero per lasciare. Un dettaglio, quello della sua presenza in quel luogo e in quell’ora tragica, che per qualche ora aveva attirato su di lui l’attenzione degli investigatori, prima di essere rapidamente chiarito. Su di loro, secondo le parole commosse di una vicina che li frequentava da quarant’anni, è calata “una doccia fredda”, un’onta percepita come immeritata ma insopportabile, portandoli a quello che la stessa ha definito, con amarezza, “un gesto estremo per una vergogna che non meritavano”.
La sorveglianza in carcere per Claudio Carlomagno
Claudio Carlomagno, detenuto nel carcere di Civitavecchia con l’accusa di aver ucciso la moglie, è stato informato del suicidio dei genitori. A seguito della comunicazione di questo ulteriore, sconvolgente evento, le autorità penitenziarie hanno disposto per lui la sorveglianza a vista, una misura precauzionale standard in casi di tale gravità e potenziale impatto psicologico sull’indagato. La macchina della giustizia prosegue così il suo corso, mentre il bilancio di un femminicidio continua ad allargarsi, lasciando strascichi di dolore che travalicano i confini della vicenda giudiziaria.




