Sondaggio Termometro Politico: Fratelli d'Italia cresce, il Movimento 5 Stelle arretra
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Redazione Interno
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La nuova rilevazione di Termometro Politico, condotta con metodo CAWI su 2.400 interviste raccolte tra il 16 e il 17 settembre 2026, restituisce un quadro delle intenzioni di voto sostanzialmente stabile rispetto alla settimana precedente. I movimenti registrati sono di lieve entità e riguardano principalmente le due formazioni che si contendono il primato all'interno delle rispettive coalizioni.
Le intenzioni di voto partito per partito
Fratelli d'Italia si conferma prima forza politica del Paese con il 27,1%, in leggero aumento di un decimo rispetto alla rilevazione precedente. Il Partito Democratico resta fermo al 21,4%, mantenendo un distacco di 5,7 punti percentuali dal partito guidato da Giorgia Meloni. Il Movimento 5 Stelle si attesta al 12,4%, registrando una flessione di due decimi che ne conferma la terza posizione nella graduatoria nazionale.
Alle spalle dei tre principali partiti, la competizione appare serrata. Forza Italia si colloca al 7,6%, con un incremento di un decimo, mentre Futuro Nazionale di Roberto Vannacci rimane stabile al 7,3%. La distanza tra le due formazioni è di appena tre decimi di punto, un dato che alimenta la competizione interna all'area moderata e conservatrice. Seguono Alleanza Verdi Sinistra al 6,2% e la Lega al 5,3%, quest'ultima in calo di un decimo.
Le formazioni minori e il quadro delle alleanze
Tra le formazioni di dimensioni più contenute, Azione si attesta al 2,8%, perdendo un decimo rispetto alla settimana precedente. Italia Viva si colloca al 2,4%, mentre +Europa raccoglie l'1,7% delle preferenze e Noi Moderati l'1,1%. Le altre liste, nel loro complesso, totalizzano il 4,7%.
La presenza di Futuro Nazionale assume un peso rilevante quando si passa dalla lettura dei singoli partiti a quella delle coalizioni. La formazione guidata da Vannacci si colloca attualmente al di fuori della maggioranza di governo, e la sua eventuale inclusione nello schieramento di centrodestra rappresenta uno dei principali nodi politici del momento.
Nella media dei sondaggi elaborata dallo stesso istituto tra il 13 e il 19 settembre, il centrodestra senza Futuro Nazionale si attesterebbe sotto il 40%, mentre il campo che comprende Pd, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi Sinistra, Italia Viva e +Europa raggiungerebbe quota 43,9%.
Il contesto delle rilevazioni nazionali
Il quadro delineato da Termometro Politico si inserisce in una fase di sostanziale incertezza per quanto riguarda il peso effettivo delle alleanze. Le rilevazioni di altri istituti mostrano in queste settimane risultati non sempre coincidenti, a conferma della volatilità di un elettorato che appare particolarmente mobile. Nella media dei sondaggi realizzata sempre da Termometro Politico, Fratelli d'Italia si attesta al 26,5%, mentre Forza Italia scende al 7,4% e la Lega al 5,7%.
Sul fronte opposto, il Partito Democratico viene rilevato al 21,3%, il Movimento 5 Stelle al 12,1% e Alleanza Verdi Sinistra al 6,6%. La somma di queste tre formazioni si avvicina al 40%, una quota che, con l'aggiunta delle altre sigle del campo progressista, colloca l'area di centrosinistra in una posizione di vantaggio nella comparazione tra i due principali schieramenti.
Le dinamiche all'interno delle coalizioni
All'interno del centrodestra, la crescita di Futuro Nazionale ha modificato gli equilibri interni. Il partito fondato dall'europarlamentare Roberto Vannacci, pur collocandosi fuori dalla coalizione di governo, esercita una funzione di attrazione su una parte dell'elettorato che nelle precedenti consultazioni aveva scelto la Lega o Forza Italia. Nella media dei sondaggi, la Lega scende al 5,7%, un livello che non si registrava da anni.
Nel campo progressista, invece, le rilevazioni evidenziano una sostanziale tenuta delle principali formazioni. Il Partito Democratico mantiene la posizione di primo partito dell'area con oltre venti punti percentuali, mentre il Movimento 5 Stelle conserva il terzo posto nella graduatoria nazionale. Le distanze tra le due principali coalizioni, nella simulazione basata sulle alleanze attualmente ipotizzate, si misurano in poco più di un punto percentuale.
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