Dick Van Dyke, un secolo di vita tra palestra, amore e il passo dello spazzacamino
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Dick Van Dyke spegne cento candeline, un traguardo che l’attore, icona dello spensierato spazzacamino Bert in "Mary Poppins", affronta con la stessa energia che lo ha reso celebre. “Cento anni non sono abbastanza. Vuoi vivere di più e lo faccio”, ha dichiarato, rivelando come il segreto della sua longevità attiva risieda in una combinazione di disciplina fisica e affetti solidi. Le sue gambe, che non esita a definire il “bene più prezioso”, sono ancora salde, nonostante il tempo e un acciacco, e continuano a sostenere il suo inconfondibile, allegro incedere.
La routine della vitalità
La sua settimana, infatti, è scandita da sessioni in palestra tre volte, dedicate ad un allenamento a circuito e alla danza con scarpe morbide, pratica essenziale per mantenere ossa e muscoli tonici. A questo aggiunge lo yoga, la cura meticolosa del giardino e il gioco con i numerosi nipoti e pronipoti, attività che lo tengono ancorato a una quotidianità vivace e intergenerazionale. Non è un caso, del resto, che solo un anno fa abbia fatto incantare il pubblico ballando e cantando brevemente in un video dei Coldplay, girato proprio nella sua casa di Malibu; una residenza dalla quale, poco dopo, fu costretto a fuggire a causa dei violenti incendi che investirono Los Angeles, episodio che racconta con il suo tipico understatement.
L’equilibrio tra e cuore
Oltre alla cura del fisico, Van Dyke indica nel rapporto con la moglie, Arlene, un pilastro fondamentale della sua esistenza, un legame profondo che considera parte integrante del suo benessere. Questo equilibrio tra l’impegno per la propria forma e la stabilità affettiva sembra essere la ricetta che gli permette di affrontare ogni giorno con un sorriso, nonostante i piccoli deficit dell’età, come qualche difficoltà nell’udito e nella vista, che lui accetta con filosofia.
Un’eredità di leggerezza
La sua carriera, costellata di successi che vanno dal cinema alla televisione, è oggi simbolicamente riassunta da quella scena indimenticabile sui tetti di Londra, in cui cantava “Cam-caminì, spazzacamin…” con un’allegria contagiosa. Quella stessa allegria, quel rifiuto di abbandonarsi alla sedentarietà, traspare dalle sue parole e dalle sue abitudini odierne, dimostrando come lo spirito giocoso di Bert non sia mai davvero scomparso. Ha battuto sul tempo, in questa corsa al secolo, il collega e amico Mel Brooks, che li raggiungerà tra circa un anno e mezzo, in una simpatica rivalità tra monumenti dello spettacolo.
Il futuro è un altro passo di danza
Non ci sono, nelle sue dichiarazioni, accenni al riposo o al ritiro; piuttosto, il desiderio di proseguire, di assaporare ancora ciò che la vita offre, supportato da quelle gambe che lo hanno portato in giro per set e teatri di mezzo mondo. La sua storia, lunga un secolo, è dunque un racconto in movimento, dove la palestra, il giardinaggio, la famiglia e il ricordo di quei tetti immaginari si fondono in un unico, straordinario quadro di vitalità.




