Gannon Ken Van Dyke, il soldato Usa che scommise (e vinse) sulla cattura di Maduro
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Redazione Esteri
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È una storia che mescola geopolitica, sete di profitto e quel confine sempre più labile tra informazione privilegiata e scommessa.
Il sergente maggiore Gannon Ken Van Dyke, che pure indossava la divisa delle forze speciali americani stanziate a Fort Bragg, in North Carolina, aveva pensato bene di trasformare un’operazione militare top secret, il blitz del 3 gennaio scorso a Caracas per la cattura di Nicolás Maduro, in una personale tavola da gioco. Lui, che era tra i partecipanti diretti di quella missione, ha puntato – letteralmente – sulla riuscita del colpo.
Scommesse da casinò e informazioni riservate
A gennaio, utilizzando uno pseudonimo online, Van Dyke aveva realizzato vincite per circa 400.000 dollari; il tutto, come hanno dettagliato gli inquirenti federali, puntando non a caso sul fatto che il leader venezuelano sarebbe stato rimosso dal potere prima della fine del mese. Una previsione che sapeva non sarebbe rimasta tale, data la sua conoscenza diretta dei dettagli dell’operazione, venendo così meno a quel patto di fiducia che lega un soldato al segreto di stato. L’accusa, formalizzata dal dipartimento di Giustizia, è chiara: l’uomo avrebbe sfruttato il ruolo per ottenere un vantaggio economico illecito sulla piattaforma Polymarket, un mercato di previsioni che spesso si trasforma in un terreno fertile per l’insider trading.
Questo tipo di piattaforma, che permette di acquistare quote (come se fossero azioni) basate sull’esito di eventi reali – dalla politica alle guerre – ha rappresentato la zona grigia perfetta per l’affare. Van Dyke non avrebbe dovuto fare altro che acquistare contratti che pagavano un dollaro se la cattura fosse avvenuta, capitalizzando in pochi giorni una somma pari a oltre dieci volte il suo stipendio mensile.
La dinamica dell’operazione “Absolute Resolve”
La vicenda giudiziaria, che lo vede comparire come primo grande imputato per un caso del genere su Polymarket -4, si concentra sulla violazione dell’operazione “Absolute Resolve”. Il sergente, che secondo le fonti federali aveva giurato di proteggere le informazioni classificate, avrebbe invece scommesso specificamente sulla data della destituzione di Maduro.
Nelle carte dell’accusa, depositate a New York, si legge che l’indagato piazzò una scommessa da circa 33.000 dollari utilizzando un account anonimo; dopo la fuga del presidente venezuelano e la sua successiva detenzione, i fondi sono lievitati vertiginosamente. Non basta: il militare avrebbe poi tentato di far perdere le tracce chiedendo la chiusura del profilo e trasferendo le cripto-vincite in un portafoglio digitale estero, un gesto che di fatto ha alzato un ulteriore campanello d’allarme per le autorità.
L’inchiesta federale e il ruolo della piattaforma
Paradossalmente, è stata la stessa piattaforma Polymarket a segnalare l’anomalia. Come hanno riferito gli inquirenti, la società ha rilevato il pattern sospetto di quel singolo utente – che vinceva su eventi ad altissima specificità – e ha collaborato con il dipartimento di Giustizia americano. Il vicedirettore dell’Fbi, James Barnacle, ha commentato il caso sottolineando come il soldato abbia tratto profitto speculando su vari esiti del Venezuela dopo aver appreso dell’operazione proprio in virtù del suo ruolo.
Ora Van Dyke risponde di accuse che vanno dall’utilizzo fraudolento di segreti governativi fino al riciclaggio transazionale; reati che, cumulati, potrebbero costargli decenni di reclusione. A inchiodarlo, oltre ai movimenti finanziari, ci sono anche i log digitali che provano l’accesso ai documenti riservati nelle ore immediatamente precedenti alle puntate.
Il blitz di Caracas e le conseguenze giudiziarie
L’operazione militare del 3 gennaio, che portò alla cattura di Maduro e della moglie Cilia Flores (poi trasferiti a New York per rispondere di accuse di narcotraffico), doveva rimanere avvolta nel più assoluto riserbo. E invece, grazie a una fuga di notizie interna, qualcuno ha giocato d’anticipo. Van Dyke, 38 anni, sergente maggiore e quindi uno con un grado elevato tra i sottufficiali, ha vanificato anni di carriera per “appena” 400.000 dollari. Un gruzzolo consistente, certo, ma pagato a caro prezzo: il codice militare degli Stati Uniti non tollera questi sconfinamenti.
La difesa dell’imputato dovrà ora confrontarsi con la mole di prove digitali raccolte, mentre gli strateghi del Pentagono osservano con attenzione come un semplice account su una piattaforma di scommesse abbia rischiato di compromettere la sicurezza di una missione nazionale.




