Egitto, rilasciata Nessy Guerra: il fermo e l'intervento della Farnesina
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Redazione Interno
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Si è conclusa dopo ore di profonda apprensione la vicenda che ha visto coinvolta Nessy Guerra, la cittadina italiana trattenuta dalla polizia egiziana insieme alla figlia di tre anni. La revoca del fermo e il successivo rientro a casa a Hurghada, resi possibili dall'intervento diretto dei nostri diplomatici e, come si apprende da fonti informate, dello stesso ministro degli Esteri Antonio Tajani, hanno riportato la vicenda su un piano di cauta normalità, sebbene il quadro giudiziario rimanga estremamente complesso.
La donna, originaria di Sanremo e da mesi al centro di una battaglia legale con l'ex marito, era stata prelevata nella notte tra martedì e mercoledì e condotta in una stazione di polizia, dove ha ricevuto assistenza dall'ambasciatore italiano al Cairo, Agostino Palese, e dalla console Giulia De Nardis.
Il fermo notturno e il ruolo delle autorità egiziane
Secondo quanto riferito dalle autorità di polizia egiziane, il fermo sarebbe stato disposto in esecuzione di un provvedimento che riconoscerebbe al padre della minore Aisha, Tamer Hamouda, il diritto di vedere la figlia. Tuttavia, le stesse fonti non hanno fornito ulteriori dettagli sulla natura di questo ordine, lasciando spazio a interpretazioni e preoccupazioni sollevate dalla legale di Guerra, l'avvocata Agata Armanetti.
Quest'ultima, nelle ore immediatamente successive al fermo, aveva espresso il timore che si trattasse di una strategia per condurre la sua assistita in carcere, sottolineando come non esistesse una sentenza definitiva che disponesse l'affidamento o stabilisse un diritto di visita per l'ex marito.
L'intervento del governo italiano e le dichiarazioni di Tajani
L'azione del governo italiano, sollecitata al massimo livello, ha giocato un ruolo decisivo nello sblocco della situazione. Su indicazione del ministro degli Esteri Antonio Tajani, l'ambasciatore Palese ha condotto un'intensa attività diplomatica che ha portato al rilascio della connazionale.
Il vicepremier ha poi confermato l'esito positivo dell'operazione attraverso un messaggio sui social, esprimendo gratitudine all'ambasciata italiana al Cairo e ringraziando il ministro degli Esteri egiziano Badr Abdelatty e le autorità locali per la collaborazione dimostrata. "Continuiamo a lavorare per riportare in Italia, il più presto possibile, Nessy Guerra e sua figlia", ha scritto Tajani, ribadendo l'impegno del governo per la loro definitiva evacuazione dal paese nordafricano.
Il contenzioso giudiziario e il precedente dell'ex marito
La vicenda processuale che coinvolge Nessy Guerra affonda le radici in una lunga e tormentata disputa familiare. La giovane madre, che ha compiuto 26 anni, era stata condannata in primo e secondo grado in Egitto per adulterio, un reato che nell'ordinamento italiano non è contemplato, e aveva presentato ricorso in Cassazione proprio nei giorni scorsi.
Il contenzioso per l'affidamento della figlia Aisha si è incrociato con la posizione processuale del padre Tamer Hamouda, che in Italia ha riportato una condanna definitiva per maltrattamenti, stalking, lesioni e truffa nei confronti di un'altra donna. A complicare ulteriormente il quadro, l'ex marito era stato recentemente arrestato e poi rilasciato su cauzione in Egitto per aver minacciato il console italiano a Hurghada, circostanza che aveva già allertato la Farnesina sui rischi per la sicurezza della donna e della bambina.




