Ferrari Luce, l'elettrica nasce da un consiglio di Jeff Bezos: Elkann svela il retroscena
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Redazione Economia
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A volte le rivoluzioni cominciano lontano dalle fabbriche, dai laboratori e persino dalle automobili. Quella che ha portato alla nascita della Ferrari Luce, prima vettura completamente elettrica del Cavallino Rampante, sarebbe cominciata durante una passeggiata nel luglio 2016. A raccontarlo è stato John Elkann, presidente della Casa di Maranello, svelando un retroscena che coinvolge uno degli imprenditori più conosciuti al mondo: Jeff Bezos, fondatore di Amazon.
La conversazione che ha cambiato la rotta
Secondo la ricostruzione fornita dallo stesso Elkann nel corso di un intervento a Wave by Vento, la conferenza sulla tecnologia organizzata a Torino, il confronto con Bezos avvenne in modo del tutto informale. Il fondatore di Amazon, pur dichiarando di non conoscere il settore automobilistico, si presentò come una persona con una lunga esperienza nel campo dell'innovazione. Fu proprio in quella circostanza che arrivò il suggerimento destinato a lasciare il segno.
«Non so nulla di automobili, ma so molto di innovazione e penso che tu debba riflettere seriamente sulla costruzione di una Ferrari elettrica», avrebbe detto Bezos a Elkann. Parole che, come spiegato dal presidente di Maranello, segnarono il primo momento in cui iniziò a prendere forma l'idea che la Casa del Cavallino dovesse affrontare concretamente la questione dell'elettrificazione.
Da un'idea a un progetto quinquennale
Tra quella conversazione e la realizzazione della vettura sono trascorsi diversi anni. La svolta operativa è arrivata nel 2020, durante il periodo della pandemia, quando Elkann ha avviato una serie di consultazioni con Jony Ive, l'ex responsabile del design di Apple che nel frattempo aveva lasciato l'azienda di Cupertino per fondare il collettivo creativo LoveFrom.
Il lavoro preparatorio è stato lungo e complesso: nei primi incontri, il team di LoveFrom non portò disegni né rendering, ma libri sulla storia e sulla cultura del marchio, perché l'errore più grave, secondo Ive, è lavorare sul problema sbagliato. Solo dopo aver compreso a fondo l'identità della Casa di Maranello è iniziata la fase progettuale vera e propria, durata circa cinque anni, con una collaborazione stretta tra i team californiani di LoveFrom e gli ingegneri di Maranello.
Le caratteristiche della prima elettrica del Cavallino
La Ferrari Luce, svelata ufficialmente a Roma lo scorso 25 maggio, rappresenta un manifesto programmatico per la Casa di Maranello, forte di oltre 60 nuovi brevetti. Il modello, che segna anche il debutto di Ferrari nel segmento delle vetture a cinque posti reali, è spinto da quattro motori elettrici indipendenti, uno per ciascuna ruota, per una potenza complessiva di 1.050 cavalli. La batteria da 122 kWh con architettura a 800 volt garantisce un'autonomia dichiarata di 530 chilometri.
Le prestazioni dichiarate parlano di un'accelerazione da 0 a 100 km/h in 2,5 secondi e di una velocità massima di 310 km/h. Il prezzo di listino è fissato a 550.000 euro, con le prime consegne previste per la fine del 2026.
Il design firmato da LoveFrom e le critiche
Le forme della Luce portano la firma di LoveFrom, il collettivo di Jony Ive e Marc Newson. Il risultato è una vettura che ha suscitato reazioni contrastanti, con critiche particolarmente accese da parte di una parte degli appassionati, che hanno giudicato il design lontano dall'immaginario tradizionale del marchio. Elkann ha ammesso che Ferrari non aveva alcuna intenzione di realizzare una vettura controversa e che un'accoglienza simile non era stata prevista, ma ha sostenuto che il dibattito interno ne è uscito rafforzato.
Secondo il presidente di Maranello, le fotografie non sono riuscite a restituire la fisicità dell'auto: «Nel caso della Ferrari Luce, ogni persona che l'ha vista dal vivo è rimasta sorpresa rispetto alle fotografie», ha osservato, citando a sostegno della sua tesi l'accoglienza positiva riscontrata in Giappone, secondo mercato di Ferrari.
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