Germania, Merz riavvia i trasferimenti dei migranti verso l’Italia: prima espulsione il 19 agosto

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il dossier migranti torna a gravare sull'asse tra Roma e Berlino, con il governo tedesco che ha deciso di riattivare i trasferimenti dei richiedenti asilo verso l'Italia, riaprendo una questione rimasta sostanzialmente congelata dalla fine del 2022. La linea dura annunciata dal cancelliere Friedrich Merz, in affanno nei sondaggi per l'ascesa dell'Afd secondo quanto ricostruito dalla stampa, si concretizzerà il prossimo 19 agosto con il primo respingimento verso il nostro Paese.

La decisione di Berlino, che intende applicare rigorosamente le regole europee per i cosiddetti 'dublinanti' arrivati quest'anno, rischia di inasprire ulteriormente i rapporti tra i due esecutivi, già messi alla prova da altre tensioni diplomatiche in ambito europeo.

Il primo caso: una giovane somala in Baviera

La prima richiedente asilo destinata a fare ritorno in Italia è una cittadina somala di 22 anni, Abdirisaq Warsame, arrivata in Germania lo scorso 31 marzo dopo aver attraversato il nostro Paese. La giovane, che era fuggita dalla Somalia per sottrarsi a un matrimonio combinato e che attualmente vive in un centro di accoglienza a Niederwerrn, in Baviera, aveva presentato domanda di asilo in Germania, dove già risiedono la madre, il fratello e altri parenti.

Il ministero dell'Interno tedesco ha tuttavia stabilito che, in base al regolamento di Dublino, essendo lei approdata in Unione Europea attraverso l'Italia, sarebbe stata proprio la penisola a doversi fare carico della sua richiesta di protezione, non essendoci "i presupposti" per un esame in Germania. Una richiesta formale di riprendersi la richiedente asilo era già stata inoltrata alle autorità italiane a giugno; trascorse le due settimane di rito senza risposta da Roma, è scattato il meccanismo del silenzio-assenso.

La lettera notificata alla 22enne il 25 giugno lascia pochi margini di dubbio: "Mercoledì 19 agosto lei sarà trasferita in Italia. La polizia la verrà a prendere".

Il blocco italiano del 2022 e il 'colpo di spugna'

La decisione di Berlino trova le sue radici in una scelta compiuta dal governo Meloni alla fine del 2022, quando l'Unità Dublino italiana comunicò agli altri Stati membri la temporanea indisponibilità ad accettare i trasferimenti in ingresso, eccezion fatta per alcune categorie come i ricongiungimenti familiari e i minori non accompagnati. La motivazione ufficiale addotta da Roma era legata all'enorme pressione esercitata sul sistema nazionale di accoglienza, che rendeva di fatto impossibile garantire posti sufficienti per i richiedenti asilo 'di ritorno'.

Questa sospensione unilaterale aveva di fatto inceppato il meccanismo, creando un accumulo di persone in Germania che, secondo il governo tedesco, avrebbero invece dovuto essere prese in carico dall'Italia. Un tentativo di ricucire lo strappo era stato compiuto nel dicembre del 2025, quando Roma e Berlino avevano firmato un "colpo di spugna" sul pregresso, azzerando le posizioni arretrate.

Tuttavia, come ha chiarito un portavoce del ministero dell'Interno tedesco, per i 'dublinanti' arrivati in Germania a partire da quest'anno l'intenzione è quella di applicare integralmente le norme europee, e dunque di procedere con i respingimenti.

Il nuovo quadro normativo europeo e la pressione su Roma

La stretta di Berlino si inserisce in un contesto normativo europeo in profonda evoluzione. Il 12 giugno di quest'anno è stato il giorno dell'entrata in vigore delle nuove regole europee per l'asilo, che confluiscono nel più ampio Patto sulla migrazione e l'asilo, destinato a sostituire il vecchio sistema di Dublino.

Per la Germania, un sistema di trasferimenti funzionante è considerato una premessa indispensabile per il successo della riforma, e Berlino si aspetta che i trasferimenti in ingresso verso Italia e Grecia vengano ripristinati a partire da quella data. Per il governo Meloni, che ha sempre rivendicato la necessità di fermare le partenze e rafforzare le frontiere esterne, la mossa di Merz rappresenta un serio grattacapo.

Una piena ripresa dei trasferimenti potrebbe riportare in Italia migliaia di persone che, dopo essere arrivate via mare, hanno proseguito il loro viaggio verso Nord. La vicenda della giovane somala, per la quale la Germania ha notificato il trasferimento nonostante la presenza dei familiari sul proprio territorio, dimostra l'intenzione di non concedere eccezioni di sorta, applicando il principio del Paese di primo ingresso in maniera rigorosa.

Tensioni su più fronti e la sfida della collaborazione

Il riavvio dei trasferimenti dalla Germania si aggiunge a un momento già delicato per la diplomazia italiana sull'immigrazione, segnato dallo scontro con la Spagna del premier Pedro Sánchez in seguito alla crisi di Ceuta. La tensione tra i due Paesi aveva portato a una sospensione incrociata del trattato di Schengen, con l'Italia che ha reintrodotto i controlli per chi arriva dalla Spagna e Madrid che ha risposto con misure analoghe.

Nonostante la linea dura annunciata da Merz, va ricordato che tra il cancelliere tedesco e la premier Meloni, in passato, era emersa una "grandissima sintonia" sul tema migratorio, con l'Italia che aveva auspicato una collaborazione per consolidare il cambio di approccio in Europa. Tuttavia, la decisione di riaprire il capitolo dei trasferimenti, se attuata su larga scala, rischia di mettere a dura prova questa intesa, trasformando il dossier in uno dei terreni più spinosi del confronto tra Roma e Berlino nei prossimi mesi.

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