Bollo auto 2026, esenzioni per reddito basso e per veicoli elettrici o ibridi
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Redazione Economia
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Il panorama fiscale legato alla proprietà dei veicoli è destinato a mutare in maniera significativa a partire dal prossimo anno, con l'introduzione di una serie di agevolazioni che promettono di alleggerire l'onere per diverse categorie di automobilisti. Le nuove norme, inserite all'interno della recente legge di bilancio, prevedono infatti un'esenzione totale dal pagamento del bollo, una misura che si affianca alle disposizioni già esistenti in materia di prescrizione dei tributi non pagati. Se da un lato, quindi, si apre un canale di sostegno economico per alcuni, dall'altro si consolida il percorso di estinzione degli obblighi per chi, nel triennio precedente, non abbia ricevuto atti di interruzione da parte degli enti preposti alla riscossione.
Le nuove esenzioni per reddito e per tipologia di veicolo
Il cuore della riforma risiede nella totale esenzione dal bollo auto per i possessori di veicoli elettrici o ibridi, una mossa che rientra in una più ampia strategia di incentivazione della mobilità a basse emissioni. A questa si affianca un'altra importante novità, ovvero l'esenzione concessa ai contribuenti con un reddito particolarmente basso, i quali potranno presentare una specifica richiesta per vedersi cancellato l'addebito. Queste disposizioni, che entreranno in vigore dal primo gennaio 2026, rappresentano un tentativo di coniugare la transizione ecologica con politiche di sostegno al potere d'acquisto, sebbene le procedure per ottenere il beneficio richiedano un'attenzione particolare nella compilazione e nell'invio della documentazione necessaria.
Il meccanismo della prescrizione degli arretrati
Parallelamente alle esenzioni, resta attivo il meccanismo della prescrizione, che riguarda gli importi non pagati nei tre anni precedenti. A partire dal primo gennaio 2026, infatti, i bolli auto relativi agli anni antecedenti il 2023 potranno considerarsi estinti, a patto che nel corso dell'intero triennio non siano stati notificati "atti interruttivi" da parte della Riscossione, i quali annullerebbero il decorso del tempo utile. Si tratta di una norma che, pur non essendo nuova, assume una rilevanza pratica tangibile in questa scadenza, sollevando molti dall'obbligo di saldare debiti ormai vecchi, purché il silenzio dell'amministrazione sia stato totale e ininterrotto.
Come richiedere i benefici e le scadenze da monitorare
Per accedere all'esenzione, i beneficiari dovranno presentare domanda seguendo l'iter indicato dalla normativa, un passaggio fondamentale che non avviene in automatico. La scadenza del 31 dicembre 2025 segna invece il termine ultimo oltre il quale, in assenza di atti interruttivi, gli arretrati andranno in prescrizione. La coincidenza temporale tra l'inizio delle nuove agevolazioni e la chiusura del periodo per la prescrizione crea un quadro complesso, dove è necessario distinguere con precisione i due istituti: uno legato a un diritto da chiedere attivamente, l'altro a un'estinzione passiva dell'obbligo tributario che si verifica solo se non interrotta.




