Il rapporto dell’Onu accusa Israele: “Presi di mira i bambini di Gaza, è genocidio”
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Redazione Esteri
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La Commissione internazionale indipendente d'inchiesta delle Nazioni Unite ha pubblicato un nuovo rapporto che accusa le autorità israeliane di aver deliberatamente preso di mira i bambini palestinesi nella Striscia di Gaza, configurando atti di genocidio, crimini contro l’umanità e crimini di guerra. Le stesse imputazioni, per quanto riguarda i crimini di guerra, vengono estese anche alla Cisgiordania, in un quadro che gli investigatori Onu definiscono come una sistematica violazione del diritto internazionale protrattasi nel tempo.
Le accuse della Commissione Onu
La Commissione indipendente d'inchiesta, che già nel 2025 aveva concluso come Israele avesse commesso un genocidio a Gaza, ha ora ribadito e approfondito le sue tesi, sottolineando la portata e la natura sistematica delle operazioni militari israeliane. Secondo il rapporto, le forze di sicurezza israeliane non si sarebbero limitate a colpire obiettivi militari, ma avrebbero intenzionalmente preso di mira i bambini, causando un trauma “senza precedenti” tra i più piccoli.
Gli investigatori sostengono che l’Idf stia deliberatamente uccidendo i bambini palestinesi nella Striscia, con l’effetto di cancellare la loro infanzia e compromettere la loro stessa capacità di esistere e di determinare il proprio futuro.
La dinamica del conflitto e il cessate il fuoco
Il rapporto si inserisce in un contesto di violenza che a Gaza perdura ormai da quasi tre anni, e fa esplicito riferimento al fragile cessate il fuoco entrato in vigore il 10 ottobre 2025. Un accordo, quest’ultimo, che secondo gli inquirenti Onu non ha tuttavia interrotto la spirale di violenze nei confronti della popolazione civile più vulnerabile, ma anzi ha rappresentato un’opportunità per Israele di proseguire nelle sue azioni.
Le indagini della Commissione hanno raccolto quelle che vengono definite prove sufficienti per affermare che i bambini palestinesi sono stati presi di mira in modo sistematico, e che questa strategia costituirebbe un elemento chiave all’interno di un più ampio disegno riconducibile al reato di genocidio.
Le reazioni politiche in Italia
Il rapporto ha immediatamente suscitato reazioni nel panorama politico italiano. Il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, ha commentato la pubblicazione del documento dichiarando che il movimento aveva già denunciato in precedenza un genocidio in atto che non risparmiava i bambini, e che ora ne avrebbe avuto la riprova. Le sue parole si sono concentrate sulla validità delle conclusioni raggiunte dagli investigatori internazionali, sottolineando come il rapporto dell’Onu configuri una nuova, drammatica linea rossa per i diritti umani, calpestata nel vortice di morte in cui Gaza affonda.
La replica di Israele
Di fronte alle accuse contenute nel rapporto della Commissione Onu, Israele ha respinto con fermezza le conclusioni, definendole una “farsa calunniosa”. Le autorità israeliane hanno rigettato le imputazioni riguardanti sia le operazioni a Gaza che quelle in Cisgiordania, contestando la metodologia e le fonti utilizzate dagli investigatori delle Nazioni Unite e ribadendo la legittimità delle proprie azioni militari, condotte, a loro dire, nel rispetto del diritto internazionale e per garantire la sicurezza dei propri cittadini.




