Barzaghi: «Bastoni esempio massimo del mantra di Chivu». Il difensore si riprende l'Italia

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Due gol in due partite con la maglia della Nazionale, il primo dei quali arrivato in casa della Turchia dopo mesi complicati, il secondo a Parigi contro la Francia per firmare il pareggio. Alessandro Bastoni si è ripreso la scena, e a Sky Sport Matteo Barzaghi ha spiegato da dove riparte questa rinascita: «L'azione di Bastoni è quella che dà più soddisfazione ad un difensore, cioè sradica il pallone all'avversario e poi segna, soddisfazione enorme per la personalità e per il coraggio di osare».

Il mantra di Appiano Gentile e la difesa di Chivu

Secondo il giornalista, il merito principale va a Cristian Chivu, che all'Inter ha costruito un vero e proprio mantra attorno alla protezione del gruppo nei momenti difficili. «Chivu è stato molto importante, ha sempre difeso Bastoni e Bastoni lo ha ripagato. L'anno scorso sono capitati degli episodi difficili, uno con la Nazionale e l'altro con la Juve, mesi non facili ma Chivu lo ha difeso e Bastoni ha risposto».

Il tecnico ha ribadito lo stesso concetto anche in un'intervista a Sport Mediaset, quando ha parlato di una «gogna inaccettabile» scatenata contro il difensore e ha spiegato che «Alessandro non va recuperato psicologicamente».

La ricostruzione di Barzaghi insiste su un punto preciso: il lavoro psicologico e motivazionale fatto ad Appiano Gentile è stato determinante per rimettere in piedi un giocatore che rischiava di portarsi dietro a lungo le conseguenze di una serata sbagliata. «La bravura principale di Chivu è stata quella di rimotivare un gruppo dopo un momento complicato e con Bastoni c'è stato l'esempio massimo».

Da Zenica a Parigi, la risalita del difensore

Il riferimento è alla finale playoff di Zenica, dove l'espulsione di Bastoni aveva contribuito alla terza esclusione consecutiva dell'Italia dai Mondiali. Da quella notte il difensore ha dovuto convivere con critiche pesanti, alimentate anche da un episodio controverso in campionato contro la Juventus. La scorsa stagione, nonostante le difficoltà, si è chiusa con la conquista dello scudetto e della Coppa Italia da parte dell'Inter, ma per Bastoni serviva una soddisfazione in azzurro per chiudere definitivamente il cerchio.

La doppietta tra Turchia e Francia ha risposto proprio a questa esigenza. «Non ho mai perso la fiducia in me stesso. Non lascio che siano due o tre episodi a rovinare la mia carriera di oltre 300 partite. Ringrazio la mia famiglia per spingermi ad andare oltre gli episodi brutti, si deve andare oltre e rialzarsi», ha dichiarato Bastoni ai microfoni Rai dopo il pareggio di Parigi, dove ha sradicato il pallone a Da Cunha prima di battere Maignan.

Il peso specifico di una carriera costruita a Milano

I numeri raccontano di un percorso tutt'altro che effimero. Classe 1999, cresciuto nell'Atalanta e passato da Parma prima di affermarsi in nerazzurro, Bastoni ha superato le 300 presenze con la maglia dell'Inter, condite da tre scudetti e da due finali di Champions League. Nella stagione 2025-2026 ha collezionato 28 presenze in Serie A con due reti e sette assist, confermandosi titolare inamovibile nella difesa a tre.

Il premio come miglior difensore della Serie A e i nove trofei conquistati dal 2020 in poi completano il quadro di un rendimento che, al di là degli episodi negativi, resta di altissimo livello.

La reazione dell'ambiente e la posizione dell'Inter

Chivu non ha mai nascosto la sua posizione. Già nella primavera scorsa, alla vigilia di una sfida di campionato, aveva alzato la voce contro chi accusava il difensore: «Alessandro non va recuperato psicologicamente. La gente fuori che ha sparato a zero contro di lui scatenando una vera e propria gogna senza fine ha bisogno di qualche lavoro psicologico». Parole che Barzaghi ha ora ricollegato direttamente al rendimento ritrovato in Nazionale, definendo quello di Bastoni «l'esempio massimo» del metodo Chivu.

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