Renault in affanno: crollo in Borsa dopo l'addio di de Meo e il taglio delle stime

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Una giornata da dimenticare per Renault, che ha visto il proprio titolo precipitare di oltre il 18% alla Borsa di Parigi, registrando una delle peggiori performance degli ultimi anni. Il ribasso, che si inserisce in un contesto già fragile per il gruppo automobilistico francese, è stato amplificato da due eventi concomitanti: la revisione al ribasso degli obiettivi finanziari per il 2025 e l’improvvisa uscita dell’amministratore delegato Luca de Meo, destinato a un nuovo ruolo nel gruppo Kering. Al suo posto, Duncan Minto è stato nominato CEO ad interim, lasciando aperte domande sulla futura direzione strategica dell’azienda.

I numeri del primo semestre del 2025, seppur in crescita, hanno deluso le aspettative. Il fatturato, pari a 27,6 miliardi di euro, è aumentato del 2,5%, mentre il margine operativo si è attestato al 6%. Tuttavia, il free cash-flow, che ammonta a soli 47 milioni, è stato pesantemente influenzato da una variazione negativa del capitale circolante (-900 milioni, al netto degli effetti fiscali). A giugno, in particolare, la performance si è rivelata inferiore alle previsioni, con volumi di vendita leggermente al di sotto delle attese, una pressione commerciale accentuata dal declino del mercato retail e una sottoperformance del segmento dei veicoli commerciali leggeri, penalizzato dal calo della domanda in Europa.

Sul piano tecnico, il titolo Renault – che nel CAC40 ha chiuso in flessione dell’1,93% – mostra segnali di debolezza, con un’area di supporto fissata a 32,59 euro e una resistenza a 33,73. Gli analisti temono che il ripiegamento possa innescare ulteriori vendite da parte degli investitori, già scossi dall’incertezza gestionale e dalle prospettive ridimensionate.

L’addio di de Meo, architetto della recente riorganizzazione del gruppo, rappresenta un ulteriore elemento di instabilità. La sua partenza, annunciata senza preavviso, ha colto di sorpresa il mercato, mentre l’arrivo di Minto – seppure temporaneo – solleva interrogativi sulla capacità di Renault di mantenere il passo in un settore sempre più competitivo.

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