Recoaro Terme e Valdagno tra frane e inondazioni, il vicentino sotto l’acqua
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Redazione Interno
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Una violenta ondata di maltempo ha travolto il Veneto, scaricando piogge torrenziali che hanno trasformato i corsi d’acqua in fiumi in piena, provocando frane e allagamenti. A Recoaro Terme, dove in poche ore sono caduti 130 millimetri di pioggia, le strade si sono riempite di fango e detriti, mentre il torrente Agno, gonfio oltre ogni limite, ha invaso i centri abitati. La situazione, già critica, è peggiorata nelle zone limitrofe: a Valli del Pasubio si sono registrati 117 millimetri, a Castana 78, mentre oltre il confine trentino, a Passo Pian delle Fugazze e Ronchi, si sono superati rispettivamente i 160 e i 128 millimetri.
A Valdagno, dove il livello dell’Agno ha raggiunto picchi storici, il ponte dei Nori – un collegamento secondario ma vitale per la viabilità locale – è crollato all’improvviso, aprendo una voragine tra via Sette Martiri e via Fermi. La struttura, che aveva resistito a decenni di piene, ha ceduto sotto la spinta dell’acqua, trascinando con sé parte della carreggiata e isolando l’area. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, la polizia locale e i tecnici del Comune per valutare i danni e impedire ulteriori rischi. "I ponti sono sotto osservazione", ha dichiarato il sindaco Maurizio Zordan, sottolineando che il Genio Civile non aveva mai registrato livelli così alti nel torrente.
Oltre cento chiamate di soccorso hanno impegnato i soccorritori nella Valle dell’Agno, tra strade trasformate in fiumi, alberi divelti e colate di fango che hanno reso impraticabili interi tratti. A Montebello Vicentino è stato necessario aprire il bacino di laminazione per contenere la piena, mentre in diverse località le scuole sono rimaste chiuse per precauzione. Se finora non si contano feriti, i danni materiali – tra infrastrutture lesionate e attività commerciali allagate – sono ingenti.




