Attacco con droni alla raffineria di Mosca, impianto danneggiato e fiamme a Kapotnya
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Redazione Esteri
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L’attacco con droni alla raffineria di Mosca ha provocato danni a un impianto petrolifero nel distretto di Kapotnya, nella zona sud-orientale della capitale russa. Le autorità russe hanno confermato che l’azione attribuita all’Ucraina ha colpito una struttura della raffineria senza causare vittime. A riferirlo è stato il sindaco di Mosca Sergey Sobyanin, che sulla piattaforma statale russa Maks ha spiegato come uno dei droni abbia danneggiato un impianto della raffineria cittadina, precisando che non si registrano feriti. L’episodio si inserisce in una nuova fase di attacchi che hanno interessato sia il territorio russo sia quello ucraino nelle stesse ore.
Danni all’impianto petrolifero e difese aeree in azione
Secondo quanto comunicato dalle autorità della capitale russa, il drone avrebbe raggiunto una struttura dell’impianto petrolifero di Gazprom Neft, indicato come il più grande della regione di Mosca. Le informazioni diffuse successivamente dal sindaco Sergei Sobyanin riferiscono inoltre che le difese aeree russe hanno intercettato circa 60 droni diretti verso la città. L’attacco avrebbe quindi coinvolto un numero molto più ampio di velivoli senza pilota rispetto a quello che ha effettivamente raggiunto l’area della raffineria, evidenziando un’intensa attività di contrasto da parte dei sistemi di difesa schierati attorno alla capitale.
Nel corso delle ore successive sono circolate anche immagini e video sui social network. Uno dei filmati mostra il momento in cui un drone ucraino colpisce un edificio in costruzione a Kotelniki, alla periferia di Mosca. La località si trova nei pressi della raffineria interessata dall’attacco e le immagini hanno contribuito a documentare gli effetti dell’operazione. Le autorità russe, pur confermando i danni all’impianto petrolifero, hanno ribadito che non vi sono state vittime, elemento che accompagna tutte le comunicazioni ufficiali diffuse dopo l’incidente.
La notte dei droni dopo il danneggiamento della cattedrale della Dormizione
L’attacco contro la raffineria di Mosca è avvenuto in un contesto segnato dal danneggiamento della cattedrale della Dormizione a Kiev, patrimonio mondiale dell’Unesco. Nelle stesse ore è stata infatti segnalata una notte caratterizzata da operazioni con droni ucraini contro obiettivi in Russia, dopo il raid russo che ha colpito il sito religioso nella capitale ucraina. La successione degli eventi ha posto nuovamente l’attenzione sugli effetti delle operazioni militari su infrastrutture e luoghi di particolare valore simbolico e storico.
La cattedrale della Dormizione si trova all’interno della Lavra delle Grotte di Kyiv, un complesso di chiese e monasteri affacciato sul fiume Dniepr e meta di pellegrinaggi da secoli. Il sito è riconosciuto dall’Unesco come patrimonio mondiale dell’Umanità e rappresenta uno dei luoghi più importanti della tradizione religiosa del Paese. Durante le proteste di Euromaidan nell’autunno del 2013, gli studenti che animarono le prime manifestazioni contro il presidente filorusso dell’epoca Viktor Yanukovitch trovarono rifugio proprio all’interno del complesso religioso, che conserva quindi anche un significato legato alla storia recente dell’Ucraina.
Il ministro degli Esteri francese Barrot ha paragonato il bombardamento della cattedrale a un eventuale attacco contro Notre-Dame, sottolineando il valore culturale e simbolico del luogo colpito. Mentre a Kiev si registravano i danni al sito religioso, in Russia venivano segnalati gli effetti dell’offensiva con droni che ha interessato l’area di Mosca e la raffineria di Kapotnya. Le informazioni diffuse dalle autorità dei due Paesi descrivono così una nuova giornata di operazioni incrociate, con infrastrutture energetiche e beni di rilevanza storica finiti al centro degli eventi riportati nelle ultime ore.




